Latina/ Il torto che ho fatto a Pertini per “pulire” via Don Morosini

Latina/ Il torto che ho fatto a Pertini per “pulire” via Don Morosini

29 Aprile 2021 1 Di Lidano Grassucci

Ho fatto un articolo sul degrado dello spazio davanti il busto di Sandro Pertini in via Don Morosini. Sotto una panchina c’è una discarica e tutta l’area non sta messa bene. E’… mal frequentata. Ho chiesto il “decoro” in nome di Pertini.

Poi mi raccontano di un uomo “difficile” che vive lì, un uomo che non vuole ragioni, forse non gli interessano. E ora sono giorni che ci penso e mi pento, perché, come Pertini, sono socialista.

E da socialista dico no al mio stesso pensare, non si può cacciare un uomo in nome del decoro: è un uomo sia pure originale con il diritto ad essere tale.

Anzi, proprio perché originale da aiutare, sostenere. No, non voglio che l’area del busto di Pertini sia bella, pulita, voglio che sia giusta con la nostra coscienza. Voglio la scienza che faccia scegliere a lui il decoro che vuole e non a noi imporgli il nostro.

Sandro Pertini alla mamma che chiedeva per lui la Grazia a  Mussolini scrisse che l’aveva umiliato, che lui mai si sarebbe omologato.

Non possiamo noi chiedere ad alcuno di omologarsi alla nostra idea di estetica, di pulizia. Sono stato ingiusto e chiedo scusa a quell’uomo nell’augurargli che trovi modo per il suo meglio e non certo per rispondere al mio.

Sono come Pertini di quella idea che ogni idea, anche quella che non capisco, sia idea da tenere nel mondo.

Mi fermo qui ed ho imparato la lezione che in ogni straccio per me ci può essere la dignità di qualche altro

 

“La comunicazione, che mia madre ha presentato domanda di grazia in mio favore, mi umilia profondamente. 
Non mi associo, quindi, ad una simile domanda, perché sento che macchierei la mia fede politica, che più d’ogni altra cosa, della mia stessa vita, mi preme”.

Sandro Pertini, socialista

Ti chiediamo scusa compagno Sandro del torto che per amore ti abbiamo fatto. Verrà il sole dell’avvenire e ciascuno sceglierà come vivere meglio per se.

 

Ps: ringrazio il compagno Nazzareno Ranaldi per la generosità con cui si è mosso, e quanti in Comune, e nel volontariato, mentre noi parliamo soltanto, mettono mano al disagio