1946/2021: la Repubblica non scontata. Buona libertà
1 Giugno 2021I sogni realizzati paiono mai sognati, sono scontati. C’era un tempo in cui i ragazzi, le ragazze, di questo posto che era “una espressione geografica” hanno immaginato una Patria e già era “impossibile”, alcuni di loro hanno messo sull’ìmpossibile un impossibile di più, di farla repubblicana, quella Patria.
Detto oggi pare tutto normale, ma dirlo al tempo di Goffredo Mameli che per andare da Genova a Velletri passavi 4 dogane ed una era sorvegliata da Dio non era facile. Dirlo quando tutti erano re e qualcuno pure imperatore…
Eppure la pensarono unica e repubblicana, due utopie in un sogno solo.
Non fu facile salvarsi da mediocrità successive, dai cannoni dei parrucconi, dalla prepotenza dei preti con le loro esclusive. Poi ci mise lo zampino la Provvidenza con un suo uomo che a definirlo tale ci vuole gran coraggio, e tanti ragazzi non la poterono mai vedere questa bellissima donna repubblicana.
Eppure oggi sono 75 anni che siamo repubblicani, che siamo cittadini e non sudditi e da 160 italiani. E non è scontato, non lo era, non lo sarà mai.
La repubblica è di tutti, quando qualcuno tra tutti noi dice “ma che è?”, “ma che fa?”, “non mi riguarda”. Quando qualcuno dimentica quella utopia dei ragazzi di due secoli fa ed è ragazzo, allora dobbiamo preoccuparci, incupirci.
Sono italiano, repubblicano ma ho ancora un’altra utopia da realizzare: quella di essere tutti uguali, non tutti identici e questo è tratto da fare, tratto socialista. Ma per farlo oggi debbo festeggiare una conquista che è ogni giorno da conquistare.
E consentitemi di chiudere come avrebbe fatto Giuseppe Saragat: w l’Italia, w il socialismo, w la Repubblica


