Questa Repubblica, il vento del nord e la strada di noi malfattori

Questa Repubblica, il vento del nord e la strada di noi malfattori

2 Giugno 2021 0 Di Lidano Grassucci

La chiesa e lo stato, l’ingorda borghesia contendono al creato di libertà la via;

ma presto i dì verranno che papa, re e signori coi birri lor cadranno per man dei malfattori!

Allor vedremo sorgere il sol dell’avvenir, in pace potrem vivere e in libertà gioir

Attilio Panizza, 1892 l’Inno dei Malfattori

La Repubblica poi un altro passo, un passo avanti che noi chiamiamo giustizia. Oggi festeggiamo una conquista ma davanti a noi abbiamo sempre la prossima, e ci sarà un altro sole.

 

O la Repubblica o il caos.

Pietro Nenni

 

“I’omo non se leva i cappeglio dinnanze a niciuno, fosse puro i papa”. Sono repubblicano per questo sono repubblicano, la frase è di mio nonno e io ne ho la custodia. Sono repubblicano perché davanti ho eguali e non re, o parrucche. Sono giacobino e rivendico le teste dei re mozzate, rivendico la giustizia davanti a chi si sentiva differente, di un altro stato, esentato dalla fatica.

Sono repubblicano perché nascemmo eguali senza linee ereditate e ciascuno deve avere le stesse opportunità per fare lo stesso gioco, poi ciascuno mostrerà il suo talento perché non siamo identici.

Sono repubblicano perché non ho maestà, non “servo” mai. Sono repubblicano per la mia bandiera che è giacobina. Sono repubblicano perché sto con Bruto e non con Cesare, perché non ho capi.

La mia gente è cresciuta dentro paludi senza filospinato, senza confini se non il cielo e il mare.

Sono repubblicano perché mi fanno schifo conti, contesse, baroni e affini, preti compresi.

Sono repubblicano perché ho scelto una bandiera che aveva il sole dell’avvenire ed ho giurato una sola volta per quella a tre colori della Repubblica italiano e non sono spergiuro.

Oggi è sempre valido quel sogno di Pietro Nenni che non abbiamo mai dimenticato

Ma al di là della linea di guerra, con le masse contadine della valle padana, coi proletari del triangolo Milano Genova Torino, coi lavoratori del Veneto, con i tecnici e gli intellettuali che sono in prima linea nella cospirazione, una forza in irresistibile movimento, che non si accontenterà di parole sulla libertà e la democrazia, ma vorrà fondare la libertà su nuove istituzioni politiche e su nuovi ordinamenti economici. Questo è ciò che noi chiamiamo il Vento del Nord.

Pietro Nenni, Avanti!, 7 febbraio 1945