Discorso a vanvera sulla serietà del tempo nel mondo

Discorso a vanvera sulla serietà del tempo nel mondo

8 Giugno 2021 0 Di Lidano Grassucci
Dicono che c’è un tempo per seminare
E uno che hai voglia ad aspettare
Un tempo sognato che viene di notte
E un altro di giorno teso
Come un lino a sventolare
C’è un tempo negato e uno segreto
Un tempo distante che è roba degli altri
Un momento che era meglio partire
Ivano Fossati, C’è tempo

 

Dai corri. Domani. Dai che dobbiamo fare. Dai, dai, dai…

Ma non avevo molto da dare, e non avevo fretta. Misurare la corsa, dai fa in fretta. Non ho mai avuto fretta, tranne che per le caramelle quelle dure che mordevo per avere la botta di sapore e non succhiavo per farlo durare.

Tranne che per le caramelle dilato sempre il tempo, come se ne disponessi nell’abbondanza e questo mi consente, mi ingentilisce, di avere sapore nei pensieri e pensare il pensare.

Gusto i lati di un fatto fosse anche brutto, lo sedimento. Lo sento, come fa il termometro alla febbre. Sarebbe bello starci senza mai disturbare, discretamente, come quel quadro sulla parete che pare non voglia dire niente ma che fa la differenza tra l’essere indifferente ed essere uomini, donne, umani. Unici per se stessi.

Dai corri. Domani. Dai che dobbiamo fare. Dai, dai, dai…

Il tempo non corre, si coglie, il tempo è ciliegia buona quando la mangi non quando ne fai incetta e poi le mangiano i vermi.

Il tempo non corre, si coglie. Guardo l’indaffarato mondo e capisco il lusso di essere nato storto, viaggi di affari, dichiarazioni che muteranno il mondo, cravatte a cioffo (papillon), vestiti per fare di vita un rito.

Presto dobbiamo dichiarare che il mondo è finito. Ma come, è qui. No, no, la situazione è da perduto mondo, sta finendo il mondo, o presto finirà.

Invece lo vedo, sta qua e non ha intenzione di andare via.

Poi, poi mi sorprendo di me, delle mie cose e sorprendendomi mi sento tremendamente vivo. Perché accadono cose dentro che sono così intime, di ciascuno, che anche quando le dici a te parli piano.

Perché scrivo? Per fissare in me, le cose che mi circondano… sentendole.