Il rischio onanistico di Coletta e la storia di Teo di Amarcord: “voglio un avversario”

Il rischio onanistico di Coletta e la storia di Teo di Amarcord: “voglio un avversario”

26 Giugno 2021 0 Di Lidano Grassucci

E questi non decidono, questi non prendono misure. Da 5 anni Coletta, inteso come Damiano, è solo nella scena politica. Solo, si fa anche l’opposizione da solo e complica le cose semplici da se medesimo per mancanza di alternativa. E’ un onanista politico indotto e assomiglia sempre più a Teo di Amarcord (capolavoro di Federico Fellini)  interpretato da Ciccio Ingrassia che sale sull’albero e invoca “voglio una donna”.

Il nostro ha bisogno di altro da se, ma non si presenta nessuno e ciascuno che si affaccia odora la “sola” e si ritira. Si la “sola” di un centrodestra che ha scoperto di essere almeno due: il centro con Calvi e il suo pragmatismo liberale, il senso delle cose pratiche di Fazzone e una destra che si è convita che sia vera la sua leggenda di “gia littorie” piene di Balilla, balilla moschettieri e figli della lupa mentre tutti sfrecciano in tuta sul monopattino e sanno a malapena che Latina ha un poco di acqua di troppo. Insomma un bluff che Coletta, senza volere, è andato a vedere ed ecco che gli avversari non vogliono vedere.

Ma questo farà bene a Coletta? No di certo se trovi un piacere con te stesso non capisci gli altri e passi dal poker col baro al solitario dove ti imbrogli in proprio.

Se la destra non ha un candidato, la sinistra (intendo il civismo piccolo borghese un poco triste di Coletta) non ha una politica di città Paradossalmente la destra che non ha campioni ha dato a Coletta “convinzioni” con retoriche su ipotetiche città di fondazione che sono El Dorado brutti e mai incontrati, musei di vasai, teatri chiusi, biblioteche altrettanto e nessuna idea di confronto manco con Pontinia.

Non avere il candidato a destra fa male alla destra, ma non meno al re. Ci sarebbe bisogno di altro, dell’altro, perchè nell’eguale ai 28 anni di triste destra si sommeranno i prossimi di inesistenza.

Un destino “cinico e baro”.

se Teo grida sull’albero “voglio una donna”, Coletta dal municipio urla “voglio un avversario”

 

Nella foto: Teo sull’albero in Amarcord