La camminante sulla spiaggia
6 Luglio 2021Il mare, d’estate quando boccheggi ti pare un polmone dove respirare. Il mare ha un vento costante che toglie il peso di afa pesante appena ti allontani di qualche istante.
Il mare… camminava lungo la spiaggia assorta, come avvolta da una sorta di consapevolezza che quel camminare era un traguardo, una meta per non andare oltre che c’era il mare, ma era lecito immaginare. Si percepiva ora come era un segno di china su un quaderno bianco di carta ruvida. La china sul foglio faceva rilievo, assumeva forma e diventava più di un segno, non una lettera ma un rilievo che accanto ad un’altra lettera faceva una parola, poi un discorso, poi mille storie in una vita sola.
Passo dopo passo, la guardavano gli astanti accecati dal sole e presi da quella ombra. Un cappello a falde larghe per dialogare con il sole. Si guardava i piedi che erano sul bagnasciuga, ora sotto la risacca, ora al sole, ora affondavano nella sabbia.
Il mare… comminava lungo la spiaggia assorta, come avvolta dal pensiero che hanno i marinai che cancellano il porto di partenza, sentono il mare nel mezzo e sono sempre al porto prossimo. Si vedeva seduta nel bar assolato con un vino rinfrescato da una ghiacciaia alimentata a neve e capace di sguardo intenso che solo sul far di sera diventava leggibile agli altri ma fino ad allora solo suo.
Si voltò, gli occhi erano curiosi e ciascuno faceva di quella figura tra loro e il sole l’idea che voleva, ma lei sapeva che esisteva una sola versione di lei, che era lei stessa.
Dicevano che sul far della sera una donna incredibile camminava lungo una spiaggia che rinfrescava, ordinava un bicchiere di vino fresco e si piaceva.
Nella foto: Henry Tonks (1862-1937) Woman walking on sand


