Sezze e la fondazione di 2400 anni fa prima inventata poi dimenticata

Sezze e la fondazione di 2400 anni fa prima inventata poi dimenticata

10 Settembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Era il settembre del 2018, a Sezze annunciano di aver trovato il giorno in cui Sezze era stata partorita, insomma era nata: 2400 anni prima come colonia latina. Insomma stava a Roma come l’India alla Regina, l’Eritrea agli italiani, Macao ai portoghesi.

Una così grande scoperta andava onorata con una gran festa e una “antica” tradizione.

Gli scettici, tra cui io, furono tacciati di mancato amor patrio, di evidente ignoranza da saggi che avevano in dote il foglio bianco su cui riscrivere la storia . Trovavo triste essere stato fondato da un agrimensore romano e non da Ercole, e trovavo poco dignitoso essere più giovane di Priverno, di Norma…

Ma la festa si fece, con tanto di “spostamento” a settembre dei rito del Venerdì Santo. Il compleanno di Sezze era così importante che pure Cristo fu costretto ad una via crucis settembrina.

Siamo nel 2021, ma di quel sacrificio di Cristo che resta? Ma nessuno ricorda?

Vedete il tempo ha diritto alla memoria, ha diritto a vedere non come le storie iniziano ma come finiscono.

Nessuna festa per un compleanno che non c’era, non poteva essere.

Quando è nata Sezze? Da quando c’è il mondo, perchè Sezze non è un posto è un modo di vivere dove i bimbi sono mammocci delle madri, dove anche chi non “esce bono è nostro ugualo”. Come fai a fare compleanno di questo, questo è tutto l’anno.

Sezze l’ha fondata quell’uomo che su una pietra si disegnò con un phi greca.

Morale della storia: i cavallo (cavaglio) bono se vede agli arivo

 

Il manifesto di Franco Vitelli (testo del 2018)

Mi manda un manifesto Franco Vitelli sulla accoglienza dei setini. Enzo Biagi diceva che gli italiani non possono non essere generosi per la generosità delle nostre nonne. Noi siamo terra ponte in un mare che non separa ma fa incontrare. Siamo una storia complessa che non ha come cassazione eminenti istituzioni private, la Storia è metodo e rigore non è barzelletta, non è chiacchiera da bar. Sezze non è fondata, Sezze è stata costruita, una costruzione che non inizia e che non finisce. Una città non è un bimbo partorito da madre, è umanità sommata a umano, è anche le sue leggende. Nasce, una città, dalle storie e nessuno è levatrice che certifica la nascita. Pensare che Sezze sia nata un giorno non è sciocco o furbo, è inutile. Franco Vitelli ha ragione nel 382 vennero qui i latini, ne fecero con prepotenza colonia. Ma vi risulta che l’India conta la sua nascita dalla invasione Inglese? Vi risulta che gli algerini hanno come festa di fondazione l’inizio della occupazione francese? Perché l’America festeggia il 4 luglio? Perché si “libera” degli inglesi.

Le identità nascono per libertà non per servilismo.

Ma di questo sarebbe stato bello discuterne in mille tesi diversi, per farci una idea comune. E magari in Consiglio comunale prendere parti guelfi e ghibellini, e non la tristezza di autoreferenziate cassazioni storiche. Accanirsi, esaltarsi. Ma è scomodo discutere, comodo adeguarsi.

Sezze non è mai nata, Sezze è l’idea e la coscienza che abbiamo di noi. E’ Ercole, è Ufente, è l’uomo a phi, o forse non lo è stato, ma San Giorgio che uccide il drago che compare in battaglia ai genovesi è vero? Sì, perché è nella idea che loro hanno di se stessi, nel loro orgoglio.

Siamo le leggende, che sono le verità che ci identificano. Siamo stati “creati” liberi da Ercole, non schiavi dei romani. La festa è libertà, non giogo.