Nando Di Pietro se ne è andato… Latina imparò da lui a guidare l’automobile

Nando Di Pietro se ne è andato… Latina imparò da lui a guidare l’automobile

13 Settembre 2021 1 Di Emilio Andreoli

A Latina quando dici Di Pietro, evochi ricordi che si perdono nella notte dei tempi, quelli già di Littoria. I Di Pietro sono tra le famiglie storiche della nostra città. Se nomini Orazio sembra ancora di ascoltare la musica dalla sua chitarra. Se nomini Varaldo immagini una pista olimpica per la sua passione sportiva. Se nomini Nando, al secolo Ferdinando, ti vengono in mente le Balilla con le quali insegnava a guidare a una città intera, che voleva motorizzarsi e correre verso il futuro. Se poi nomini Alcibiade, il papà dei Di Pietro, ti vengono in mente Coppi e Bartali che corrono nell’Agro Pontino ai tempi di Littoria.

Nando Di Pietro se ne è andato oggi, a novant’anni, era ricoverato in ospedale al Santa Maria Goretti. Con lui Latina perde un altro pezzo di storia, quella bella però, fatta di uomini laboriosi e seri. La sua prima autoscuola Nando l’aveva aperta nel 1948 in via Palestro 3,  quasi di fronte Piazza del Quadrato, insieme ai due fratelli Virgilio e Antonio. Quando a Latina le macchine si contavano sulle dita di una mano. Avviarono l’attività con due automobili Fiat “Balilla”. In seguito l’aprì in piazza della Libertà con il fratello Antonio.

In cinquantaquattro anni ha insegnato a guidare a più di ventimila pontini, tra cui don Cesare Boschin, Giorgio Porfiri, Ajmone Finestra, nonché rappresentanti delle più storiche famiglie latinensi (Palumbo, D’Ercole, Andreoli, Ensoli, Mancinelli, Wiquel, Loffredo, Calzati, Francia, Cuomo, Zeppieri, Pietrosanti, Pezone, Cucchiarelli, Cassandra, Moscardelli, Scalzi), oltre ai prefetti Limone, Barbato, Di Gennaro.

Nando di Pietro a dx con un suo cugino

Nando era nato a Cisterna nel 1931 ed aveva passato i primi anni della fanciullezza a Roma, fino a stabilirsi definitivamente a Latina insieme alla sua famiglia. Si era sposato nel 1955 con Assunta Muscedere che da bambina fu scelta per dare i fiori a Benito Mussolini, in visita alla fine degli anni trenta. Nando, come il padre Alcibiade, adorava il ciclismo e da giovane lo aveva praticato a livello amatoriale. È stato anche un buon giocatore di biliardo.

Conosciuto per la sua professionalità e per il senso dell’umorismo. Ha ricoperto anche cariche importanti, era stato presidente provinciale dell’Unasca, l’associazione autoscuole, negli anni Settanta, nonché segretario provinciale della federazione europea delle autoscuole. Nando Di Pietro, fu nominato anche cavaliere della Repubblica sotto la presidenza di Sandro Pertini. Insomma una personalità importante, una delle figure più rappresentative della nostra città.

La famiglia Di Pietro da sempre appassionata di sport e soprattutto di ciclismo

A suo padre Alcibiade, pioniere dello sport pontino, è dedicato un piazzale davanti alla scuola Alessandro Volta, accanto al campo CONI. Al fratello Orazio noto musicista internazionale, morto prematuramente nel 1981, è intitolata la sala principale del Circolo Cittadino. All’altro fratello, Varaldo, è intitolato il premio “Mecenate dello sport” nel 2016 conferito all’allenatore di calcio Claudio Ranieri.

Nando era l’ultimo ancora in vita dei figli del capostipite Alcibiade. In ordine di nascita: Virgilio, Varaldo, Antonio, Nando, Alberto, Maria e Orazio. Al sindaco che prossimamente uscirà dalle urne chiederei una intitolazione a tutta la famiglia Di Pietro, credo lo meritino.

 

Porgo le mie più sentite condoglianze alle figlie Angela, Anna e Fiorella. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio, 14 settembre, presso la cattedrale San Marco, alle ore 15:30.