Antonio Pennacchi all’improvviso. Emozioni di settembre al Festival della Comunicazione di Camogli

Antonio Pennacchi all’improvviso. Emozioni di settembre al Festival della Comunicazione di Camogli

14 Settembre 2021 0 Di Maria Corsetti

“Che faccio l’anno prossimo? Aspetto le offerte di Trenitalia e mi compro un biglietto del treno per Camogli. Una volta raggiunta la stazione di Latina è un attimo arrivare in Liguria”. Si chiudeva così il mio pezzo dello scorso anno sul Festival della Comunicazione di Camogli. Una manifestazione gigantesca alla quale anche quest’anno ho avuto la fortuna, nel 2021 se si è vivi e in buona salute è legittimo parlare di fortuna, di poter partecipare. Come sempre la parte più difficile del viaggio è stata arrivare alla stazione di Latina e parcheggiare la macchina nella speranza di ritrovarla dove era e come era. Ma questi sono dettagli ai quali siamo abituati.

 

Al Festival della Comunicazione di Camogli gli eventi sono talmente tanti che si è costretti a scegliere. Tra le mie scelte di questa edizione c’è Aldo Grasso.

Per chi come me ha inciampato nella tv in un periodo della propria vita, la lettura di Aldo Grasso è stata dottrina. Il problema è che il Festival della Comunicazione si svolge in uno spazio lungo neanche un chilometro sul quale passeggia un formidabile concentrato di giornalisti piuttosto presenti sul piccolo schermo. Va da sé che in un contenitore del genere un critico televisivo non abbia vita facile, ammette lui stesso di essersi inabissato più di una volta tra i vicoli. Io posso stargli davanti impudente, ho lavorato in una tivvù locale di cui ha ignorato l’esistenza e quindi non ne ha scritto. Vado ad ascoltare contenta perché quando il tuo mito non si occupa di te, rimane il tuo mito.

Con Aldo Grasso c’è Fabio Genovesi che racconta la sua vita, il suo mare, i vecchi in mezzo ai quali è cresciuto. Anziani narratori di storie, ad ascoltarli c’è da sviluppare il pensiero, ma questo è un modello archiviato, ma a non archiviarlo si diventa scrittori. Il pensiero corre dietro a tante parole, ma in un attimo una frase fa fermare il mio tempo. È Genovesi a dire «È morta recentemente una delle persone a cui volevo più bene che è Antonio Pennacchi, che io ritengo uno scrittore enorme e una persona stupenda». Un conto è parlare di Antonio qui a Latina, un conto è sentirne parlare in un altrove sapendo che quel momento lo puoi vivere come suggestione solo tu. Che c’è di strano a sentir parlare di Antonio Pennacchi, ne ha parlato tanto la stampa nazionale. Ma si trattava di un momento condiviso, diventava in momento di tutti. Lì mi rendo conto che questo momento è solo mio. Sì, il Premio Strega e prima ancora il Fasciocomunista e il film Mio fratello è figlio unico. Normale che lo conoscessero in tanti oltre Latina. Ma poi lo incontravi sotto i portici, andavi ad ascoltare la sua Invettiva a Piazza del Popolo che iniziava con «Cari compagni, camerati di Littoria…» era roba nostra, era la città che si scopriva una sola.

Il tempo di riattivare l’attenzione e Aldo Grasso sta parlando di “Non è la Rai”. Erano i primi anni ’90 e avevo superato l’età che mi avrebbe consentito di seguire la trasmissione di Boncompagni. Neanche a dirlo che ne pensavo tutto il male possibile, pur avendone visto al massimo cinque minuti. Da come introduce, intuisco che Aldo Grasso non deve essere stato diplomatico all’epoca, ma oggi fa una riflessione «Questo programma ha messo in scena la spensieratezza come prima non era mai stata messa in scena». Spensieratezza, non leggerezza. Quando le parole non sono scelte a caso. Quando ascoltare diventa un esercizio per il pensiero e per la scrittura.

Che faccio l’anno prossimo? Aspetto le offerte di Trenitalia e mi compro un biglietto del treno per Camogli. Una volta raggiunta la stazione di Latina è un attimo arrivare in Liguria.

 

 

I numeri del Festival della Comunicazione di Camogli che si è tenuto dal 9 al 12 settembre

– Oltre 90 eventi

– Più di 30mila persone

– Superati i 14.400 iscritti al canale YouTube

– 1,2 milioni di visualizzazioni video

– 18 milioni di impressions

– 287mila le views delle pagine del sito

– Su Facebook superata quota 27mila followers, con una copertura di 272mila visualizzazioni

– Nell’ultimo anno sono cresciuti del 25% gli iscritti alla newsletter, oltre che del 30% i followers su Instagram.

 

 

Foto di copertina: Fabio Genovesi e Aldo Grasso

Il video della conversazione è disponibile al link:

http://www.festivalcomunicazione.it/video-2021-grasso-genovesi/