L’incidente della Muzio e la cortesia mancata degli avversari

L’incidente della Muzio e la cortesia mancata degli avversari

16 Settembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Giorgio Almirante si presentò a Botteghe Oscure, voleva salutare il suo “nemico” Enrico Berlinguer. Tra i leder comunisti gelo, la folla non era da meno. Tra tutti uscì da dentro la camera ardente Giancarlo Pajetta, il più comunista di tutti si affiancò al “nemico” e lo accompagno davanti al feretro. Nessuno osò dire nulla, neanche un ombra sul rigore antifascista di Pajetta ma umanità che sorprendeva. Alcuni anni dopo Pajetta si presentò a salutare Almirante. Nessuno in questo pianeta era più distante di loro due, nessuno rinnegava nulla della propria storia, manco una virgola, ma… Erano in quel momento solo due uomini davanti alla grandezza di un altro uomo e questo era tutto.

La politica è dura, la politica non è pacifista, la politica è anche sangue e merda, ma esiste l’umana vicinanza in chi si cimenta sullo stesso terreno, anche se cammina, racconta, vive cose diverse. Questa “particolarità” fa grande ed umana la comunità, diversamente la fa arida.

Annalisa Muzio, candidata sindaco, di Fare Latina ha un incidente stradale, investe un pedone che viene ricoverato in ospedale. Un episodio che segna e tanto, gli altri candidati avrebbero dovuto pensare “poteva accadere a me” e esprimere vicinanza a lei a cui era accaduto. Invece? Nulla, come se fosse nulla la difficoltà di chi sta nella medesima condizione.

PS: Al quadro che pubblicamente resta va sottratta la solidarietà espressa alla Muzio dal sindaco Damiano Coletta che l’ha raggiunta con una telefonata, dopo l’incidente e con un messaggio

LA LEZIONE DEL BULLONE

Nel 1964, durante l’edizione dei giochi di Innsbruck, fu un atleta italiano a guadagnarsi gli applausi per il suo gran cuore. In occasione della finale della gara a squadre di bob, e dopo un problema tecnico riscontrato dalla squadra britannica, Eugenio Monti prestò agli avversari il suo bullone per dare a loro l’opportunità di gareggiare. Al termine della discesa, per commentare la vittoria dell’equipaggio inglese, l’azzurro incassò con sportività la sconfitta: “Hanno vinto perché sono andati più veloci, non perché gli ho dato il bullone”.