Sezze/ I preti scrivono agli aspiranti sindaci: insieme per l’emergenza sociale
17 Settembre 2021Mi scrivono i preti di Sezze non su cose di Dio, ma su cose di Cesare. Penso che stiano giocando in un campo non loro, come se i sindaci scrivessero sulla antica questione del “possesso di Gesù sugli abiti che indossava alla sua morte”. Ma noi laici ci siamo battuti per la libertà, quando comandavano i preti non era garantita a noi, e anche per la loro e quindi pubblico il loro dire, senza commento se non ringraziare
La bella che è addormentata,
lalalà, lalalà, lalalà
ha un nome che fa paura
libertà libertà libertà
Inno dei carbonari
LA LETTERA DEI PRETI
Ai nostri concittadini e ai candidati alle prossime elezioni amministrative.
Tutti i papi, a cominciare da Pio XI, hanno ripetuto con chiara fermezza che «la politica è la forma più alta di
carità». Condividiamo la stessa cura per il bene comune ma anche la stessa preoccupazione perché ogni persona
abbia la possibilità di sviluppare appieno le proprie capacità in vista della realizzazione personale e della società.
La nostra città conosce una lunga storia, dove l’ingegno e la solidarietà dei singoli hanno costruito una comunità
che ha saputo distinguersi per i suoi valori umani e cristiani. La comunità ecclesiale ha sempre contribuito alla
formazione delle coscienze dei cittadini e degli amministratori.
La politica, infatti, è un vero servizio al prossimo vissuto nello spirito del Vangelo, come ci insegna Cristo quando
dice: «Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13). Chi si rende disponibile per
tale servizio è chiamato a dimenticare sé stesso per spendersi totalmente per la comunità. Per questo motivo la via
maestra della gestione della cosa pubblica non può che essere il rispetto delle leggi, dell’etica e della morale.
Vogliamo, quindi, in occasione delle imminenti elezioni amministrative, condividere alcuni pensieri che sentiamo
importanti per il futuro della nostra comunità setina: l’attenzione al mondo giovanile, la vivibilità della nostra città e delle sue periferie e le diverse povertà emergenti.
Le nuove generazioni hanno bisogno di stimoli e proposte capaci di formare gli uomini e le donne del domani, perché
appaiano le potenzialità che essi portano dentro e che più volte non sono in grado di riconoscere per la carenza di
attenzioni nei loro confronti. Le proposte dei giovani, che spesso emergono e che non sempre trovano un terreno
fertile, potrebbero certamente essere luci e speranze per una crescita culturale e umana dell’intera città. Sentiamo
il bisogno di punti di incontro, spazi di accoglienza e di confronto, luoghi di crescita culturale e spirituale.
La ricchezza e la bellezza del territorio, dell’arte e delle tradizioni chiedono di essere apprezzate, valorizzate e curate, non solo per allietare i visitatori, ma soprattutto per offrire ai cittadini la bellezza e l’armonia di una città pulita e
provvista dei necessari servizi. Questo ci permette di costruire un ambiente di vita sano e dignitoso, capace di
contribuire anche all’elevazione dello spirito e della morale. Come inoltre ci ricorda Papa Francesco, non può
mancare l’attenzione per le nostre periferie, luoghi dove vive la maggior parte della popolazione ma che spesso
sono dimenticati e privi di strutture, servizi e delle necessarie attenzioni.
Nel centro del nostro cuore abitano i più bisognosi. Molte sono le povertà intorno a noi: criminalità, droga, alcool,
prostituzione, indigenza materiale e umana ignoranza. Sentiamo la necessità di una sinergia tra comunità cristiana
e civile per individuare, raggiungere e risollevare questi nostri fratelli: hanno bisogno che ci facciamo presenti nelle
loro vite e che offriamo percorsi realizzabili per risollevarli e restituire loro la dignità perduta. Questi nostri fratelli
non sono un peso né qualcosa da nascondere ma sono l’occasione per il nostro paese di dare testimonianza e di
vivere a livello più alto quel servizio che si manifesta in special modo nel prendersi cura di chi è più debole.
Siamo fiduciosi che la nostra città saprà rispondere ai suoi bisogni con responsabilità, collaborazione e dedizione,
per il bene di tutti e di ciascuno. Affidiamo a Dio e ai nostri santi patroni il futuro di tutti noi!
I vostri parroci
Don Pier Luigi Antonetti, Don Raffaele D’Elia, Don Gianmarco Falcone, Padre Damiano Grecu, Don Gregorio Pelczar


