La ragazza nel bosco

La ragazza nel bosco

22 Settembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

I quadri, da bimbo pensavo che nascevano nelle pareti. Come i funghi nel bosco, quelli più intimi erano tartufi, dovevi scavare. I quadri poi, crescendo, ho capito che non erano nelle pareti ma attaccati all’anima, erano il mio specchio. Gli affreschi nelle Chiese mi prendevano come fanno i fumetti, i quadri d’appesi stanno nel tempo d’appresso come “anima consumata”, come anima stupita nel vedersi.

Una ragazza in un bosco, le pennellate di Vincent van Gogh sono “distratte” dal soggetto sono date casuali nella tela dello stesso caso con cui crescono alberi, cadono foglie e… Una ragazza che si trova in quel fermo immagine. Lei che guarda il letto di foglie, gli alberi nudi senza alcun pudore. Già, alberi nudi senza alcun pudore, un audace uomo che innamorato pone il mantello a terra lieve per amare la donna lontano dalla torba, pulita di foglie.

La ragazza pare ingenua invece è “regista” di questa stanza nel bosco, regista con la sua malizia, la sua ingenua presenza, la sua intelligenza. Lui non c’è, è una pennellata dimenticata è albero, radice, letto di foglie è pensiero di lei che lo pensa sapendosi pensata. Il quadro ha un suo erotismo per assenza, di amore per presenza. Donna di tempo trascorso, oggi ingenua al nostro tempo sfacciato, eppure così intensamente viva.

Il pennello fa le strisce, qui le foglie sono le acciughe che fanno il pallone di Fabrizio de André

Le acciughe fanno il pallone
che sotto c’è l’alalunga
se non butti la rete
non te ne lascia una

E alla riva sbarcherò
alla riva verrà la gente
questi pesci sorpresi
li venderò per niente

Questo mondo minimo, di foglie, di acciughe di donne e di amori pensati, consumati, cercati. Comunque vivi. E il pennello sta intorno alla figura come il cavaliere alla dama nella danza.

Un quadro di sensazioni

Quadro: La ragazza nel bosco, 1882 Vincent van Gogh

L’Aia, museo Kroller-Muller