Chi vince le elezioni, la Sibilla cumana e il ritorno delle città

Chi vince le elezioni, la Sibilla cumana e il ritorno delle città

24 Settembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Ibis, redibis non morieris in bello

Sibilla cumana

Andrai, ritornerai non morirai in guerra prevede questo la Sibilla. Se portiamo questo “futuro” in questa campagna elettorale diremmo che Latina, Sezze, Cisterna, Pontinia “ritorneranno”, i guerrieri un poco meno.

Ritorneranno, le città, ad essere non occupate da cattivi pensieri ma vissute da brava gente. Vissute da gente che non odia, ma lavora. C’è odio intorno a noi in nome di virtù, di vendette personali contro la gente e contro la storia, di invidie sociali. Badate non si parla mai di cosa costruire ma di come si è barato nella costruzione che c’è.

Personalmente avrei sottoscritto un patto di cittadinanza in cui ciascuno non diceva il male dell’altro, ma la sua idea di bene. Un litigio non sul teatro aperto o chiuso, ma dando per scontato che riaprirà, litigare sul cartellone tra chi vuole Pirandello e chi Dario Fo. Tra chi la Tebaldi e chi ama la Callas anche se loro, non ci sono da un poco.

Direte proposta stupida? Ma dietro queste dispute c’è la passione che ci fa uomini di sensibilità diverse, di canto differente ma nella bellezza.

Tutti contano le barche a Rio Martino, nessuno una scuola per navigare. Abbiamo il mare ed i ragazzi, ma non proviamo a farli parlare.

Tutti vogliono un ambiente migliore, nessuno pensa a cancellare i capannoni industriali mai usati per industriare per “ripensarli” da “riseminare”, da riruralizzare, da far tornare a quel paesaggio da agro che ci farebbe “spazio” e non “periferia” romana. Stellantis a Torino trasforma la pista del Lingotto in giardino urbano, ma noi non lo sappiamo.

Tutti pensano “genuino” ma neanche una riga da nessuna scienza di programmi da costruire intorno alle “intelligenze” dell’Istituto Agrario San Benedetto. A Sezze hanno diplomato in due anno 120 ragazzi e ragazze nei corsi per alberghieri, lavorano tutti. Ma nei programmi del “sindaci” le “professioni” non ci sono i livori tanti.

Ho fatto banali esempi, di un cronista ormai andato per età ma che per questo ha visto promesse e conclusioni, valanghe di suoni a promettere senza parole del fare.

Chi vince? La Sibilla direbbe chi torna vero da questa campagna elettorale così finta.