Ballottaggio a Latina: maggioranze possibili e remuntade ipotetiche

Ballottaggio a Latina: maggioranze possibili e remuntade ipotetiche

9 Ottobre 2021 0 Di Fatto a Latina

Scrivo queste quattro considerazioni messe in croce nella speranza che anche qualche consigliere comunale uscente particolarmente restio alla matematica elettorale, abbia compreso infine la differenza tra voto per il Sindaco e voto per le liste; incredibile fatto (per chi non lo sa) che consente, col meccanismo del “voto disgiunto”, la possibilità di un Sindaco eletto, ma con una maggioranza di consiglieri comunali provenienti da liste a lui contrapposte.
Evenienza questa, possibile al prossimo ballottaggio per l’elezione del Sindaco di Latina, perché il candidato del Centrodestra si è fermato a Primo Turno al 48% dei voti, mentre le liste dei consiglieri del Centrodestra hanno abbondantemente superato la metà dei voti e quindi saranno maggioranza in Consiglio Comunale.
Nelle discussioni immediatamente successive al voto, vuoi per la propaganda già in corso o vuoi per la necessità di spararla prima di tutti, ho sentito circolare un paio di meravigliosi “fattoidi”. “Fattoidi” è un termine inventato da Curzio Maltese che (riferendosi alla tecnica comunicativa di Berlusconi) definiva così quei fatti che non erano veri, ma, avendo tutta una serie di elementi verosimili potevano, ripentendoli, essere fatti passare per verità assolute.
Un primo “fattoide” che ho sentito ripetere è: “Se vincesse Coletta non avrebbe una maggioranza ed andrebbe a casa nel giro di poche settimane”.
Vero?
Vero che non avrebbe una maggioranza di consiglieri eletti con lui, ma non che non avrebbe una maggioranza per fare il Sindaco. Secondo me ce l’avrebbe eccome la maggioranza. Magari scalcagnata e ballerina, ma ce l‘avrebbe. Quale consigliere comunale dopo aver investito soldi e tempo per farsi eleggere se ne andrebbe a casa subito? Eppoi, quando mai nel nostro Paese, a qualsiasi livello, sono mancati cinque o sei “responsabili” per far andare avanti la macchina governativa o amministrativa? Nelle italiche lande, si trova sempre gente che vuol bene alla propria comunità al punto da bere l’amaro calice del ribaltone.

Altro “fattoide” che va per la maggiore è: “Il secondo turno è tutta un’altra storia e ci sono stati diversi casi di remuntade (rimonte nel calcio) da parte del candidato arrivato secondo”
Vero, ma fino ad un certo punto.
Innanzitutto le remuntade elettorali in questione, quasi mai si sono verificate quando le liste di uno dei due candidati avevano superato il 50 % dei voti. Non a caso “L’anatra zoppa” si è concretizzata qualche volta per l’elezione dei Presidenti di Regione (per via del diverso sistema elettorale) ma quasi mai per i Sindaci. Inoltre, tutti gli esempi di secondi arrivati vincenti al ballottaggio che ho sentito, si riferiscono a casi in cui il candidato Sindaco remuntador era uno sfidante di un Sindaco uscente. Quando il Sindaco uscente, invece, arriva dietro al Primo Turno e con grosso distacco dal primo, di solito non solo perde, al ballottaggio, ma vede pure aumentare la distanza in termini di voti.
Questo perché, per quanto possa dirsi il contrario, le elezioni amministrative sono soprattutto un giudizio su chi ha amministrato e solo in seconda battuta sugli avversari. Tra l’altro un giudizio molto generoso da parte degli elettori se,
come l’esperienza ci dice, nella stragrande maggioranza dei casi i cittadini italiani, a livello locale, riconfermano gli amministratori in carica. Se quindi tu Sindaco ti ritrovi a grossa distanza dal tuo sfidante, è possibile ipotizzare che non ingeneri nei tuoi concittadini questo grande amore che li possa portare a votarti al Secondo Turno. Detto questo, ovviamente, la realtà può trasformare i “fattoidi” in fatti in poche ore e smentire il fattoide umano “FacilePenna”.
Davide FacilePenna