Il bluff di una città che non cambia il lavandino ma “ordina” le terme. Non accede la luce ma fa fuochi d’artificio
8 Ottobre 2021Tutto deve cambiare perché tutto resti come prima
Il Gattopardo, Tomasi di Lampedusa
Non ho mai conosciuto buoni, a dire il vero neanche cattivi. Ho incontrato talvolta uomini. Uomini, persone capaci di essere se stessi senza paragonarsi. Persone capaci di bestemmiare o benedire la propria fortuna senza mai invidiare le sorti degli altri. Ma talvolta, solo talvolta.
Nella mia città giocano tutti a giudicare il prossimo condannando assolvendo sempre se stessi. Cercano assassini anche quando non ci sono cadaveri, ed hanno cadaveri che sono morti da sé facendoci sentire tutti innocenti.
Una città così banale da aver bisogno di fuochi pirotecnici li dove serviva una lampada, semplicemente una lampada.
Qui non ci sono uomini erranti e umani errori, ma criminali e angeli. Qui non rifacciamo il bagno se si rompe il lavandino, ma facciamo le terme. Qui non tappiamo le buche sulle strade ma facciamo autostrade, qui non prendiamo il treno per andare a Roma ma facciamo un aeroporto. Se dobbiamo fare un marciapiede spostiamo le case e se ci pensiamo anche il mare.
Qui non studiamo, qui facciamo una università.
Tutto così, tutto esagerato per giustificare il lento andare delle cose sempre uguale.
Qui non parliamo ma urliamo alla luna sentendoci realisti e aspettiamo che spiova per non bagnarci sentendoci utopisti capaci di costruire il futuro (senza ombrello naturalmente).
Uguale in una mediocre riproduzione di infiniti rosari recitati sempre rigorosamente senza Fede.
Ecco che manca la Fede che è il sentirsi di una “devozione”, coinvolti in una “salvezza”, partecipi di possibilità.
Manca.
Nella foto: Giorgio De Chirico


