Coletta fa l’impresa e “ribalta” Zaccheo

Coletta fa l’impresa e “ribalta” Zaccheo

18 Ottobre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Beh, ma chi ci credeva. Nessuno avrebbe scommesso, diciamo la verità. 48.3% di Zaccheo al primo turno era il K2. Una vetta non scalabile soprattutto da italiani, italiani usciti con le ossa rotte dalla guerra. Eppure il 31 luglio del ’54 due italiani Achille Compagnoni e Lino Lacedelli arrivarono lì su. Oggi una cosa simile l’ha fatta Damiano Coletta. Ha vinto lo sconforto del primo risultato.

Zaccheo si è speso al primo turno, doveva vincere subito, di getto. Coletta lo ha stoppato di un soffio, poi ha messo la freccia.

Ha pesato il confronto giovane-vecchio, ripetuto tanto-quasi nuovo. Al primo turno hanno tirato i candidati, al secondo hanno pesato gli eletti (troppi ritorni). Il risultato? Il centro cittadino ha aumentato la sua scelta colettiana, i borghi hanno allentato la loro opzione zaccheiana.

Il risultato impossibile si è manifestato evidente, la storia non prevede la marcia indietro. Il centrodestra pontino ha evidenza di carenza di leadership, è un gigante (manco tanto grosso) senza capo, senza capi. Il ritorno a Zaccheo ha reso evidente questo.

Coletta è il portato di una nuova piccola borghesia urbana che cerca (dopo la fase rivoluzionaria un poco approssimata) una normalizzazione. Ha pesato tanto la retorica sulla destra, sulle nostalgie che ci hanno reso ridicoli in tutta Italia, come se qui non avessimo altro da fare che saltare il cerchio di fuoco a dorso nudo tutti i sabato mattina.

La Meloni, Salvini, Tajani ci hanno investito, ma non è bastato.

Al secondo turno Zaccheo ha perso 6.184 voti, Coletta ne ha guadagnati 5.500. Insomma ha preso il K2.