Le parole
9 Novembre 2021“Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche.”
Jean-Paul Sartre
Non si gioca con le parole, le parole sono clavette: ci puoi fare danza, ma se ti battono sulla testa fanno male.
Usiamo le medesime parole e ne esce guerra o… oppure l’amore.
Mia nonna mise soldi da parte, lira per lira, e mi comperò, se la memoria non mi fa difetto, un “piccolo Zingarelli”, copertina morbida che si risparmiava un poco. Era un libro magico per me, con tante, tante parole. Ma non sapevo di certo che in quel momento mi armavo e con quelle parole avrei anche “ucciso”.
Ero un “paroliere” senza licenza, non avevo “porto di parola”. Ed ho cominciato a dire quel che la testa avrebbe fatto bene a trattenere,
Mamma diceva “la lingua non ga osso e porta le botte adosso”.
Ne ho prese, qualche volta date, ma la parola precedeva. Ci vorrebbero poeti, abbiamo retori, ci vorrebbero cantori, abbiamo tribuni. Ci vorrebbero sapienti misurati nelle parole, abbiamo ignoranti smisurati nel parlare.
Io? Ho cercato di farmi capire, non volevo far male, ma il Signore di questa terra ha mischiato il parlare ed ha creato l’offesa.
Parlare per dire è un arte difficile, una danza in cui devi saper usare le clavette per fare del corpo armonia e non devi mai lasciarle cadere sulla tua, o altrui, testa.
Bisogna essere fiorettisti del parlare ma siamo spesso orchi nelle parole.
Nel vocabolario c’era scritto


