L’arte che si consuma, una fotografia che dismentica il volto nell’abbraccio ricercato
20 Novembre 2021Ci si abbraccia per ritrovarsi interi
Alda Merini
Nudi, come nudi si nasce. Si nasce per separazione e da allora si corre per non esser soli. Concepiti per amore, portati in grembo dall’amore, poi… poi lo strappo, un gran pianto per prendere fiato e da quell’istane la corsa spasmodica a trovare l’abbraccio negato.
Ci pensate? Il vivere è questo cercare l’abbraccio per curare lo strappo. Tutto qui, tutto il questa ingiusta maniera di venire a questo mondo e l’amore che genera è un dettaglio, lo strappo tutte le ferite.
Eccoli ora gli uomini, le donne, le persone di questo tempo che non hanno volti, età e timore ma sono solo soli. Corpi nudi che si abbracciano, fanno il nido, si difendono dalla paura eco dello strappo, eco presente, eco possente, unica ragione. Poi corpi senza volto, vestiti di ferite a striscio ma di abbandono che ci ha colpiti in pieno ed ecco l’arte che non scava ma trova il filo, il senso, la divinità vera che è…
Sospendo la parola
Sei miliardi di preghiere verso l’alto come frecce
E la mia avrà il tuo nome che trafiggerà anche il sole
Perchè ognuno lascia sempre la sua traccia
Chi nel cuore di qualcuno o sulla faccia
Ivano Fossati, un solo abbraccio
Vedete nudi al freddo al gelo, vedete nudi al sole e al secco, vedete nudi dentro alveari di vita senza vita. Vedete se un abbraccio ci salverà e il suo ricordo ci porterà a curare un male che questa cura ha cercato. Un giorno una donna ci ha dato alla vita, sola lei, soli tutti noi, tutti cercanti l’abbraccio mancato.
Dicono così per ricerca di abbraccio sia nato ogni amore, nessuno escluso e nessuno è mai malato.
Rabarama, l’abbraccio


