Elezioni a Latina il ricorso al risultato del voto di una destra fuori di testa
23 Novembre 2021Avrei voluto battere Andreotti con il voto non barando con i giudici. Rigore c’è quando arbitro dà. Rigore è quando arbitro fischia diceva il grande Vujadin Boškov (nella foto). Dopo non conta. Il centrodestra a Latina non ha perso le elezioni una sola volta ma due: la prima non evitando il ballottaggio con Coletta, la seconda con Coletta che ha battuto 6 a 4 Zaccheo (5,6 a 4.4 per i precisi). Quindi? Ricorrere al Var, per altro a “campionato” finito non è sinonimo di forza ma di debolezza. Il centrodestra ha la maggioranza in consiglio comunale, faccia politica e lo sfiduci o… lasci stare i brogli.
Non ho mai avuto simpatia per quelli che andavano piangendo dai genitori trasformando le loro debolezze in piagnistei. Eravamo bimbi e c’era sempre quello che minacciava “lo dico a papà mio”, “ho fatto la puntura”. L’arbitro ha fischiato la fine della partita non il rigore, ora c’è la vita.
Se fossi il centrodestra mi chiederei perchè non ho vinto, non piangerei bari che non ci sono. Tra primo e secondo turno hanno “cambiato opinione” in 12 mila e l’hanno cambiata a favore di Coletta, non è tradimento o imbroglio è “opinione pubblica”.
Per ultimo le partite le vincono o le perdono i giocatori, gli arbitri non contano. Ogni volta che un politico va dai giudici ammette il potere di questi ultimi sulla democrazia: negando se stesso.
Il ricorso: ci sarà quando si voterà la prossima volta. In democrazia funziona così e i sindaci li eleggono gli elettori non li “sentenziano” i giudici. Vale sempre, anche quando la sinistra “tifa” per le toghe, sempre.


