I bari di Caravaggio e la sua beffa
1 Dicembre 2021Ti illudi che il gioco sia… Ti formi alla dolcezza del vino nel tempo sa passare, e il camino grande scalda illuminando l’allegria. La ragazza pare facile a dirsi, gli astanti sono buon umore. Il gioco impegna il tempo
A quel tempo io ero un ragazzo
Che giocava a ramino, fischiava alle donne.
Credulone e romantico, con due baffi da uomo.
Se avessi potuto scegliere fra la vita e la morte,
Fra la vita e la morte, avrei scelto l’America
Francesco De Gregori. Bufalo Bill
Il gioco ti fa grande, ma per farti grande devi ferirti prendendo per amici due baldi comari che di prassi fanno i bari, Gatto e Volpe a cui fa gola la generosità di un Mangiafuoco.
Il gioco insegna, dal gioco si impara ma se a giocare il fine è la posta e non l’esperienza allora diventi vittima di quella cattiva coscienza che fa congiurare le mediocrità anche con il destino dei dadi.
Il nero di Caravaggio, la luce fatta di fuoco e ingenuo ragazzo che pecca per allegria, che è vittima della ipocrisia di far credere casuale un piano avverso. Manca la poesia del ragazzo che sconsolato trova udienza ad amore disperato per non aver paura di noi.
Perchè noi siamo i bari, il gatto e la volpe, ma anche Pinocchio. I tre non hanno morali diverse hanno abilità differenti e viltà di conseguenza. I due bari sono oggi quello che il ragazzo sarà domani e il ragazzo è quel che loro erano ieri. Le carte girano come debbono girare, l’imbroglio è un progetto che non gira mai come lo vogliono far girare. Caravaggio racconta la stessa storia di tre che hanno tempo di ammazzare il tempo e lui li punisce rendendoli per sempre nella tela. Loro che volevano ammazzare il tempo sono diventati eterni, sono diventati non i caduchi che volevano essere ma il monito che sono: al gioco non c’è perdono e sono tutti imbrogliati ed imbroglioni.
Caravaggio, I bari 1595 Kimbell Art Museun Fort Worth (Texaa)


