Verdi, la gente de La Scala, la brama di potere del Macbeth e la richiesta di bis a Mattarella

Verdi, la gente de La Scala, la brama di potere del Macbeth e la richiesta di bis a Mattarella

8 Dicembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

La lirica dove ogni dramma è un falso dice Lucio Dalla. La lirica che dovemmo inventarla per darci una Patria, per essere noi dagli altri. La Scala, come dire il posto di quella musica, di quella passione, il posto della rivoluzione. Volantini tricolori sulle divise ordinate e pulite di stranieri che si facevano padroni.

Ieri sera era di scena il Macbeth, il dramma sul potere, sulla sua forza distruttrice le musiche sono di Giuseppe Verdi. Si deve cominciare, entra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Gli spettatori si alzano in piedi, si voltano e applaudono, applaudono per lunghi minuti. Dicono a quell’uomo che quella Patria pensata anche con questa musica ha bisogno di sentire passioni serie, rigore repubblicano non “fame di potere”, non “brama di comando”. Non è il potere per i potenti, ma la Repubblica per i viventi. Applaudono un uomo che non cerca potere, ma mette a disposizione le possibilità quando ci sono le difficoltà

“Un viso falso celi ciò che sa un falso cuore.” dice William Shakespeare nel Macbeth

Ma un cuore vero spiega un viso vero. La gente de La Scala, quella di Verdi, è quella di

Povera patria
Schiacciata dagli abusi del potere
Di gente infame, che non sa cos’è il pudore
Si credono potenti e gli va bene quello che fanno
E tutto gli appartiene

Francesco Battiato, povera patria

Quell’uomo, invece, rappresenta ora come un viso vero e la gente gli chiede il bis applaudendo come fosse Caruso, come fosse la grandezza del tenore che contiene la vera verità della lirica la voce, la bella voce. Chiedono al Presidente di cantare ancora per questa Patria. IL maestro alza la bacchetta in onore, ora è tempo dell’inno che cantano tutti e… vedete qui a teatro, nei bar si è fatta l’Italia e l’alternativa era morire, ma non per dire.

Qui dal loggione alla platea si esprime l’anima di un popolo, nel Macbeth giocano per il potere, in questa platea, nelle logge si esprime l’idea che il canto di un grande tenore canti ancora per un poco. Abbiamo bisogno di Verdi, come sempre quando il tempo è carente di passione.

Ieri sera per caso sono incappato ne La Scala, in un Macbeth che stava in una Scozia così attuale che pareva la città capovolta mia, in un Verdi che mi ha ridato l’anima e un popolo che chiede il suo presidente. Vi par poco? Miracoli della lirica