A Latina i bar automatici stanno uccidendo i baristi. “Machine bar” killed barman star
10 Dicembre 2021Sono come il punteruolo rosso per le palme, l’asfissia radicale per il kiwi, i cambiamenti climatici per le api. Sono i bar automatici che a Latina stanno spuntando come funghi: prendi un locale lo riempi di distributori automatici, lo fai tutto bianco ed ecco il bar disumano, automatico. Un bar con i prodotti del bar, tutto, meno che la sua anima, il barista. Si l’erede contemporaneo dell’oste, quello che ti conversava, ti faceva la battuta, ti sorrideva. La barista che donava anche una illusione. Tutto sostituito da macchine asettiche in ambienti asettici, abolita la conversazione. Corso Matteotti, via Diaz, via Eugenio di Savoia per dire le più vicine a piazza del Popolo, ma stanno sorgendo ovunque.
Latina che già è senza persone lo diventa ancora di più, i bar che ospitavano complotti, amori, nobili sentimenti di Patria e di rivolta, lo sfotto tra gli astanti, giocatori di carte diventano “muri sputanti caffè e patatine”, il mezzolitro e una gassosa non si può fare perché la macchina non mischia le cose.
Muoiono le api e alla loro dipartita ci accorgiamo che nessuno più impollina le piante, alla fine degli osti e dei baristi scopriremo che non c’è più nessuno capace di farci parlare tra noi, di farci sentire vivi. Saremo gli uomini del caffè sputato da un muro. Parafraso Martufello che tornato al paese a chi gli chiedeva “ma come è sta Roma”, lui rispondeva “ne se, so tutti matti chiaccherano co gli muri”… “ne se cose miracolose i caffè esce dagli muri”


