I cappelletti di mamma e il mio furto di Natale

I cappelletti di mamma e il mio furto di Natale

25 Dicembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Mia madre non era una gran cuoca, anzi non era cuoca per niente. Sarà per questo che il mio palato è semplice e mi nutro mentre mangio, non mangio per mangiare. Mia madre era magra e chi pensava sempre a mangiare era “forchetton”, che non era esattamente un complimento.

Ma a Natale anche lei, mamma, si cimentava con i cappelletti. Almeno ci provava, la carne taglio che il resto dell’anno era sconosciuto, macinato, poi pan grattato, poi spezie, poi parmigiano. La sfoglia stesa, piena di uova. E a me l’incarico di mettere il ripieno, ma il ripieno odorava così tanto di spezie, sapeva sapido di formaggio che ne posizionavo una sola di porzioni sulla sfoglia e due andavano in bocca. Capisco perché le spezie si chiamano droghe e chi le vende è droghiere. Irresistibile, la cosa andava avanti per un poco. Ho la faccia, o avevo, innocente e nessuno sospettava il furto, del resto ero pure inappetente e al cibo indifferente. Ma? Era un rito un poco barbaro, carne cruda… la civiltà è cucinare, è il fuoco per il cibo, è la sfoglia che si riempie e prende dal brodo il resto del suo sapore. Ma a me non interessava quel resto, ma quel ripieno “drogato”.

Mamma si accorgeva che “mancava” il ripieno e da innocente ero colpevole senza bisogno di prove. Adesso che mangiamo? Voleva farmi sentire in colpa ed io ero colpevole. Sarà per questo che ancora adesso il piacere è una colpa e il prodotto finito io l’ho già mangiato quando non era ancora nato.

Mamma urlava, io ritto come un fuso maledivo quel vizio di mangiare il ripieno. Ma mentre ero pieno di colpe la mia mano andava sul tavolo dove erano allineati i tortellini e ne prendevo un altro.

La droga di vivere.

I cappelletti di mamma non erano gran che ma per me quel ripieno di droghe e formaggio resta divino.

Qualche volta mamma doveva “aggiungere” ai cappelletti di casa quelli industriali per mancanza di materia prima.

Buon Natale, da un ladro di cappelletti