Suonata al piano per un bacio dentro un bar

Suonata al piano per un bacio dentro un bar

26 Dicembre 2021 0 Di Lidano Grassucci

Il pianista suonava, lei era vestita di festa. La nebbia era bassa, fuori non si vedeva. Il pianista suonava le malinconiche canzoni che salutano ogni festa al suo finire e ti resta sabbia da smaltire

Il pianista suonava insistente, lei aveva un bicchiere di un liquore che non era trasparente acquavite, o bourbon vallo a capire in tempi così distanti. Il barman non ci faceva neanche più caso, nonostante il dato certo di un mondo da ricucire. Lei era elegante da morire ed anche lui che era uso alla bellezza non aveva evitato la carezza intera di quel corpo così deciso, così dentro la storia di una storia ancora da scrivere.

Abito che l’avvolgeva, sogni così distanti.

Il pianista insisteva con la sua canzone senza le parole solo al piano, lei guardava la sua acquavite e lui di lontano fermava nella mente quell’attimo infinito. Lei non si girò a vedere uno sguardo che sentiva, lui non si fece scrupolo di conquistare, passo dopo passo, l’appresso a lei. Il pianista suonava, il barista seguiva l’attenta cronologia dei liquori che si sarebbero spesi in quella notte sul finire della festa.

Lei in abito fasciato si sentì la mano sulla spalla scoperta e non ne riconobbe la trama, ma ne scoprì la scoperta. Pareva esattamente disegnata sulla sua pelle, come destina a pelle a pelle. Si alzo, lui da dietro la copriva, più alta di lei tanto da farne rifugio. Poi con la mano scorse sulla schiena, lei mosse la testa all’indietro poggiandosi sul petto di lui, tanto che ci stava bene.

Poi si girò ad occhi chiusi e… non ricorda, non ricordano il come, ma certo era vera la sensazione. Si baciarono e il pianista insisteva con la sua malinconia, il barista gli portò un Martini che divisero in due erano amore che non si contavano, ma si incontravano.

Furono istanti. Lei ricorda le labbra, la mano sulla schiena. Lui ricorda pelle di luna. Il pianista rammenta una via di rose, il barista un senso d’amore ad suo dar da bere alle solitudini.

Tutto era così bello che nessuno aspettò il giorno

 

Francesco Hayez, Il bacio