Latina, quella destra che accusa Coletta di essere Coletta
30 Dicembre 2021A Latina la Destra (o Centro-Destra per i nostalgici del 1994) è Destra di Lotta e di Governo. Un poco sta in maggioranza (nei giorni dispari) un poco all’opposizione (nei giorni pari).
Gli unici nella Destra che, avendone coscienza, ci stanno in maggioranza con il Sinistro-Civico e ci stanno tutti i giorni, sono i ragazzi di Forza Italia. Grazie a quel furbacchione del loro capo, il Senatore Fazzone Claudio, che da buon ex democristiano (di sinistra) non si è fatto troppi problemi, appena avuta l’occasione, ed ha portato le sue truppe in maggioranza coi rossi/rosé; mi si dice che, in merito, abbia pure redarguito severamente uno dei suoi troppo loquace, che diceva di voler dimissionare il rieletto-Sindaco il giorno dopo le elezioni (Ce sto a crede!).
Del resto quelli come Fazzone stanno lì ad amministrare i Comuni pontini da 1948, seppur con abiti diversi (DC-FI-PDL-UDC). Quindi, che problema c’è a starci ora con gli ex nemici della Sinistra o i Civici o addirittura le residue armate del 5 Stelle? Anche perché il fundano non ha mai chiamato nessuno nemico, nemmeno quelli che (ora alleati suoi) gliene dicevano di cotte e di crude, dipingendo Fondi come la periferia di Caracas e lui come un emulo di Escobar; ora tutto dimenticato ovvio. Fazzone è un padre della Patria ed un fiero europeista, nonché argine democratico al sovran populismo.
Praticamente la Merkel del Basso Lazio. Invece sembrano rimasti alla maledetta domenica del ballottaggio gli altri
della Destra de casa nostra. Sono passati tre mesi dal voto e non si capisce se stiano in maggioranza o all’opposizione. Sta all’opposizione Fratelli d’Italia? Ogni tanto un Consigliere comunale conservatore lo rimarca urbi et orbi, però la combriccola di IoSonoGiorgia ha votato, insieme ai fedayn del Centro-Sinistra, come Presidente del Consiglio Comunale uno dei suoi, l’elegantissimo Tiero Raimondo detto Remo. La Lega fino a ieri ha trattato col nostro Obama per avere suoi esponenti in Giunta (ops tecnici super-partes). Oggi però, miracolo dei miracoli, la Lega pare non voler stare più in maggioranza perché ha scoperto che “Coletta fa il Coletta”. “Coletta non è cambiato. Coletta agisce in modo autonomo. La città è ferma”. Tutto vero? Assolutamente si.
Ma, onestamente, non vedo il motivo perché Coletta non dovrebbe essere sé stesso. Soprattutto, dopo che il suo esser Coletta è stato, elettoralmente, premiante, almeno per lui, mentre non molto per la sua ex maggioranza o i destini della
Città. Coletta ha compreso che la classe dirigente dei partiti cittadini è debolissima, infatti si preoccupa di trattare con l’unico uomo forte nei paraggi, ovvero il già citato Fazzone (che di Latina non è). Il Cardio-Sindaco se ne infischia, oggi come ieri, del parere altrui e decide da sempre in autonomia (pure a costo di andare a sbattere). Coletta sa che il cittadino pontino è, notoriamente, barricadiero a parole ma tollerante alle inefficienze amministrative nei fatti.
Basta lasciar vivere i cittadini tranquilli nel proprio quotidiano di piccole furbizie ed accettano pure qualche bel mucchio di spazzatura lungo le strade o servizi non eccellenti.
Coletta non tollera chi lo contraddice ed infatti più di qualcuno a lui vicino che non voleva fare lo yes-man se ne è allontanato subito. Coletta ha compreso che, nell’attuale fase storica, è più premiante “non fare che fare” come amministratore pubblico. Se, come Sindaco, agisci (cioè prendi decisioni su fatti concreti) rischi di farti tanti nemici e beccarti un procedimento penale. Se non agisci (veggasi Teatro Comunale) puoi dare la colpa alla burocrazia ed agli altri (che poi in parte è pure vero) o a chi ti ha preceduto (che di colpe ne ha a prescindere).
Ha compreso che la politica attuale è quasi tutta comunicazione e lui (rispetto agli altri) ne è maestro indiscusso: “non farò mai compromessi con la vecchia politica!” “ricordatevi che questo voto è come il vostro calcio di rigore o la vostra palla da schiacciare sotto rete” “prendete il vostro cuore e portatelo lassù”. Ha capito che la sua vera forza sono i suoi avversari e nulla fa per azzerarli. Li lascia bellamente parlare e sparlare.
Finché rimarranno gli stessi “destri” con le stesse facce e le stesse parole d’ordine, rischia poco il Primo Cittadino che si crede Pericle. La situazione rimarrà perciò la stessa, a meno che la Destra d’opposizione (ad oggi) non trovi coraggio e dia un segnale dirompente, ovvero una mozione di sfiducia.
Non lo manderanno a casa (col cavolo che Forza Italia si schioda) ma, almeno chiariranno ai cittadini i reali contorni della maggioranza. Certo però potrebbero offrirgli un’altra stupenda arma comunicativa. Parafrasando il grande Ispettore Callaghan “Coraggio Destra fatti ammazzare”.


