Alla Banca d’Italia la “cameretta per i ragazzi” a Via Veneto il “centro anziani”. Ma a me piace il jazz
1 Febbraio 2022Se è vero che gli “anziani” hanno un centro sociale, è giusto che i “giovani” abbiamo un loro centro sociale. Poi acquisteremo altri edifici e avremo un “centro sociale bimbi”, “un centro sociale adolescenti”, “un centro sociale mezza età” e… continuate voi che io sono stufo.
E’ questa la filosofia che sta dietro alla mozione presentata da Valeria Campagna, Lbc, e approvata dal Consiglio comunale sul riuso dell’edificio ex Banca d’Italia. Del resto i ragazzi nelle famiglie non hanno una cameretta? E i nonni non stanno nella loro?
Facciamo uguale alla città, a Latina serve una cameretta per i giovani. Cosa sia questo centro per i giovani non è dato sapere, ma visto che lo spazio è tanto ci possono anche fare palestre, ostelli. Diciamo che la mozione approvata non esclude niente, tranne i vecchi che il loro centro sociale lo hanno in via Veneto.
Sale lettura? Non basta la biblioteca comunale? Lbc parla: Si propongono: aule studio, sale polivalenti, spazi per gli studenti e l’università. Trasformare l’immobile in un luogo polifunzionale, di aggregazione e socializzazione, di studio e condivisione, di promozione e avvicinamento alla cultura per tutti i cittadini.
Domanda come ci si avvicina alla cultura? Si prende un’auto più veloce del furgone di Amazon quando consegna libri? Si corre veloce verso la libreria Feltrinelli? Si prende il caffè vicino ad una edicola?
Quando le definizione sono generiche, del tutto non si fa niente.
Credo che quel posto, l’ex Banca d’Italia, potrebbe ospitare il conservatorio Respighi e campus internazionale di musica (anche qui ci sono giovani e tanto), con la valorizzazione dell’archivio Goffredo Petrassi . Del resto questa idea pare abbia convinto anche il consigliere di Lbc, già assessore, GianMarco Proietti.
Una idea che “riguarda i giovani”, non è generica e valorizza due eccellenti.
La sala lettura? La facciamo, se proprio serve, dove ora c’è il conservatorio che sta anche vicino l’università.
Bisogna portare funzioni al centro e non generiche impressioni, vaghe operazioni.
DOCUMENTI/ Il COMUNICATO LBC
L’acquisto della Banca d’Italia è stato un atto coraggioso della precedente amministrazione e l’impegno, preso oggi nei confronti della città, di destinarla quale luogo per i giovani, è un passaggio fondamentale. Ciò dimostra che l’attuale amministrazione si sta muovendo nel nome della continuità e che la strada intrapresa è quella giusta, l’unica che mette le esigenze dei giovani di Latina al primo posto. Il prossimo impegno sarà quello di discutere insieme, nel dettaglio, e introdurre tutte le azioni amministrative necessarie per arrivare ad una precisa progettualità̀ che definisca l’utilizzo dell’enorme spazio di cui è dotata la struttura. I ragionamenti verranno fatti sia attraverso l’ascolto delle esigenze della cittadinanza, quindi mediante un processo partecipativo volto ad accogliere idee e proposte dei giovani latinensi sulle possibilità di utilizzo di quegli spazi, sia all’interno delle commissioni consiliari. Nelle linee programmatiche approvate lo scorso dicembre, abbiamo lasciato un indirizzo appositamente generico: proprio per lasciare margine di manovra ad una decisione di concerto, che possa valorizzare e dare nuova linfa ad un edificio storico della nostra città”.
Sono queste sono le parole del gruppo consiliare di Latina Bene Comune – Valeria Campagna, Floriana Coletta, Gianmarco Proietti ed Emilio Ranieri – riportate per mezzo di una nota. Il Consiglio Comunale tenutosi in data odierna, infatti, ha approvato la mozione della Consigliera Valeria Campagna, attraverso la quale viene chiesto al Sindaco e alla Giunta di impegnarsi ad utilizzare l’immobile della Banca d’Italia per dare risposte alle esigenze di studio, di aggregazione e culturali dei giovani della città attraverso la predisposizione di aule studio, sale polivalenti, spazi per gli studenti e l’università e a trasformare l’immobile in un luogo polifunzionale, di aggregazione e socializzazione, di studio e condivisione, di promozione e avvicinamento alla cultura per tutti i cittadini – in particolare per i più giovani – affinché diventi un vero e proprio centro culturale attivo della città.
“Nei mesi scorsi ho avuto modo di confrontarmi con i ragazzi e le ragazze della città – spiega la capogruppo di LBC Campagna – le necessità sono molte e non possono essere ignorate. Dispiace, in questo senso, che Fratelli d’Italia abbia considerato “limitative” le istanze degli studenti di Latina che ho riportato all’attenzione del Consiglio che devono invece orientare, in via prioritaria, la nostra azione politica. Ribadisco, ancora una volta, che non è volontà dell’amministrazione allocare uffici comunali nella Banca d’Italia. Parliamo – in riferimento agli uffici Pegasol – di pochissime centinaia di m² a fronte di uno spazio complessivo particolarmente esteso (quasi 4mila m²). Polemizzare su questo, mi sembra un volersi ostinare a guardare il dito quando si sta indicando la luna”.
Dai banchi di Fratelli d’Italia è arrivata, poi, una proposta che ha trovato il pronto disappunto di LBC: “Allocare nella Banca d’Italia solamente facoltà universitarie vorrebbe dire – conclude Campagna – negare questo spazio alla socialità della nostra cittadinanza. Mi sembra che Fdi stia cercando di negare, ai giovani latinensi, la Banca d’Italia. Ben venga estendere il polo universitario. Rendere Latina una città universitaria è uno degli obiettivi di questa amministrazione, ma la Banca d’Italia non può rispondere solo a questa esigenza e soprattutto saranno sono solo gli spazi dell’Università che renderanno Latina una vera città universitaria. Quelle di socialità, di studio e di aggregazione sono richieste chiare che arrivano dalla cittadinanza, e che non possono essere negate”


