Latina/ Abbiamo il fondo Petrassi ma il museo lo facciamo a Cambellotti e alla Banca d’Italia ci facciamo il doposcuola
2 Febbraio 2022Il filo rosso che lega questa lunga carriera è il tormento che Morricone ha portato sempre dentro di sé, la convinzione, cioè, di aver tradito la musica pura, quella che attraverso Petrassi lo portava fino a Stravinskij, per le colonne sonore
E’ un passo dell’articolo di Giancarlo Loffarelli, pubblicato su queste modeste colonne, sul lavoro (docufilm non mi piace) di Tornatore in ricordo di Ennio Morricone.
Ennio Morricone ha vinto l’Oscar, ha dato al mondo colonne sonore che saranno per sempre, come la lirica, come nella pittura i lavori di Caravaggio, o Canova nella scultura. Era allievo di Goffredo Petrassi.
All’auditorium citta della musica hanno dedicato una sala a Petrassi, su Rai 5 fanno monografie e concerti sulla musica di Goffredo Petrassi. Un gigante della musica del ‘900.
Ebbene il suo fondo, l’archivio, è custodito dalla fondazione Campus internazionale di musica di Latina, che fa venire da lustri giovani artisti da tutto il mondo per corsi di perfezionamento alla musica,
Ebbene, il Comune di Latina l’ha “relegata” in via Varsavia, in una scuola dismessa e malmessa… ma abbiamo un museo dedicato a Cambellotti, abbiamo il “nucleo di fondazione”, ancora proponiamo nomi che fanno vergogna alla storia e alla nostra storia come Littoria.
Siamo chiusi in un onanismo preculturale che impressiona. A Roma hanno l’Eur, che conservano e tutelano, ma si vantano del Colosseo, di San Pietro.
Noi abbiamo la Mater Matuta ma ci vantiamo di una M, mal disegnata, impazziamo per una scalinata in un edificio funzionale come quello delle poste, abbiamo un museo a Cambellotti ma ignoriamo Petrassi.
Goffredo Petrassi ha curato, tra l’altro, la colonna sonora di film come Riso Amaro, Non c’è pace tra gli ulivi. Pietre miliari della cinematografia mondiale dirette da Giuseppe De Santis, uno dei maggiori registi assoluti, che era di Fondi ma a Latina neanche di lui c’è traccia.
A borgo Piave siamo all’estero.
Cosa fare dell’ex banca d’Italia? Una sala lettura, parola del consiglio comunale ad unanimità.
Za Quintna sarai ditto “ma iate a f….”


