Nove febbraio 2022 a Latina: Ritorno al Futuro. Il paradosso del rivoto

Nove febbraio 2022 a Latina: Ritorno al Futuro. Il paradosso del rivoto

5 Febbraio 2022 1 Di Davide FacilePenna

Pochi lo sanno e, forse, anche meno se ne interessano, ma nella data del 9 febbraio prossimo-venturo potrebbe verificarsi l’ennesimo, incredibile, colpo di scena nella più giovane (come fondazione) città-capoluogo d’Italia, Latina.
Città giovane ma evidentemente ancora lontanuccia dalla maturità effettiva. Come dicono quelli che ne sanno di diritto, in quella data, di fronte al TAR del Lazio, verrà discusso il ricorso promosso da alcuni candidati consiglieri non eletti al Primo Turno delle elezioni comunali dello scorso ottobre.
Chi ha chiesto udienza di fronte ai giudici ammnistrativi lamenta che in una parte delle sezioni elettorali non ci sarebbe corrispondenza tra il numero di votanti e le schede votate.
In modo particolare i dubbi scaturirebbero dalla (presunta) differenza tra numero totale dei voti espressi e la somma tra schede vidimate-non votate e schede vidimate-votate risultate alla fine dello scrutinio.
Sembra strano, ma tutto è possibile quando ci sono tornate elettorali come quelle ammnistrative. Non necessariamente a seguito di un perverso disegno eversivo; possono verificarsi anche errori pacchiani nello scrutinio e nella conta di migliaia di schede.
Del resto abbiamo avuto proprio a Cisterna di Latina un caso simile, in cui, effettivamente, si sono riscontrate anomalie che hanno portato ad un annullamento parziale del voto.
Che succederebbe se i giudici del TAR ammettessero le ragioni dei ricorrenti?
Si rivoterebbe in 33 sezioni su 116 totali. Non in tutta la Città, ma solo nelle sezioni coi risultati (presunti) anomali.
Però, non si rivoterebbe per il ballottaggio Coletta-Zaccheo, ma per il Primo Turno e quindi, di nuovo, per tutti i candidati Sindaci e per tutti i consiglieri comunali.
Nel resto della Città i voti rimarrebbero quelli già espressi dai cittadini. Cosa potrebbe accadrebbe allora di concreto, visto che si tratta di un terzo degli elettori e che al Primo Turno il candidato del Centro-Destra (poi nettamente perdente al Ballottaggio) sfiorò la vittoria con il 48,3 % dei consensi?
Tutto o niente, in quanto si aprono almeno tre scenari, anzi variabili (visti i tempi).

Variante “Silenzio-Assenso”: Si riconferma il risultato già ottenuto (quindi Coletta Sindaco e stesso Consiglio), anzi il Sindaco attuale ed i Consiglieri eletti addirittura aumentano i loro margini rispetto agli sconfitti.
Ritengo questa l’ipotesi la più probabile, sia perché il candidato del Centro- Destra, già bocciato sonoramente al ballottaggio, difficilmente potrà attrarre gli elettori non conquistati in precedenza, sia perché i Latinensi si sono,
abbondantemente, stancati di inutili passaggi “in gabina elettorale”. Variante “Vai avanti tu che me viè da ride”: Ipotesi meno probabile della prima, ma assolutamente possibile.
Si riconferma il risultato già ottenuto per il Sindaco (rimane quindi Coletta con la fascia tricolore) ma cambiano alcuni Consiglieri Comunali.
Mi riferisco sia a quelli passati come ultimi nelle loro liste (tra loro ed i primi non eletti ci sono pochi voti), sia ai seggi scattati per i candidati Sindaci non eletti. In questo caso, mi dicono che già starebbe scalpitando “un cavallo di
razza” (per ora nelle retrovie). In una situazione del genere, l’attuale “l’anatra zoppa” potrebbe spiccare il
volo o affossarsi in un ulteriore pantano. Variante “Ritorno al Futuro”: Ipotesi meno probabile ma teoricamente
fattibile. Il candidato Zaccheo sull’onda di una sorta di Referendum contro la palude politica in cui versa la città, fa il pieno dei voti, trasforma quel 48,3% in un clamoroso 50,1 % e diventa Sindaco. “L’è tutto sbagliato l’è tutto da rifare”
avrebbe detto Gino Bartali. Sarebbe uno scenario da Ritorno al Futuro. Come se un Marty McFly pontino tornasse, con la DeLorean, indietro nel tempo per farci vivere un presente alternativo.
Latina si ritroverebbe sui TG nazionali e, forse, darebbe finalmente una gioia ai capi nazionali del centro-destra, un po’ ammaccati dopo la figuraccia per l’elezione del Presidente della Repubblica.
Invece, non so, se uno dei Ras del Centro-Destra in Provincia sarebbe contento. A Lui secondo me va benissimo la situazione attuale. Per questo alla fine, se mai si dovesse rivotare, malgrado la totale immobilità amministrativa, si realizzerà la variante “Silenzio-Assenso”. Perché se era vero che mentre Roma discuteva Sagunto veniva espugnata, è
vero pure che “Dum ea Latini parant consultantque, iam Fundani vigent”.