Ci pensava

Ci pensava

9 Febbraio 2022 0 Di Lidano Grassucci

Ci pensava, lui era una nuvola apparsa in una giornata di cielo così blu.

Ci pensava, lui era un uomo vestito con un abito grigio fumo di Londra sartoriale indossato come una camicia di fustagno a tagliare la legna.

Ci pensava, lui era così lontano, perso oltre dove oggi vedi il sole colorare le mimose.

Ci pensava come quando giri i versi di una poesia e la prosa ti presenta il prezzo del desiderio.

Ci pensava, certo non avrebbe voluto, dovuto, potuto ma l’albero di ciliegie era  pieno e il colore era di sangue venoso e la sua bocca si sporcava di rosso.

Ci pensava a parole gettate nel brodo della vita e condivise in un pasto abbondante tanto da poterla vivere senza il morso della fame di cercarlo.

Ci pensava al fiore che restava bello non reciso.

Ci pensava e si guardo il corpo come a vederlo visto, si cerco in quel sentire di rimando, un sentire ribaldo ad ogni santità, demoni da santeria che era escono da dentro. Senso…

Ci pensava e si immaginava mentre era, si sentì così seducente, si senti come in un mare che la sapeva far galleggiare con onde su e giù, e di nuovo, senza turbare in un turbine.

Ci pensava e si accorse di stare pensando a lei, esattamente. Esattamente a lei in una incredibile libera esclusiva di se stessa in quel lui così indispensabile da capirlo eventuale, come l’evento del primo ingenuo filo d’acqua alla sorgente che poi si fa Mississipi, Rio delle amazzoni, Danubio. Eccola seduta sul lungo Senna elegante gaurdata da chi è al terzo bicchiere di pastis.

Ci pensava.

Quadro: Kostantin Razumov , Happy hour (1974)