Franco Vitelli e l’opera della collezione di Roberto D’Agostino

Franco Vitelli e l’opera della collezione di Roberto D’Agostino

27 Febbraio 2022 0 Di Lidano Grassucci

Un uomo che lavora con le sue mani è un operaio,  un uomo che lavora con le sue mani e il suo cervello è un artigiano; ma un uomo che lavora con le sue mani, il suo cervello e il suo cuore è un artista

Francesco D’Assisi

Mi imbatto su Fb in una foto in cui Franco Vitelli consegna a Roberto D’Agostino una sua opera per la collezione d’arte contemporanea. Franco esprime un timido orgoglio Felice che una mia opera entri a far parte della meravigliosa collezione di arte contemporanea di Roberto D’Agostino.

Guardo l’opera, guardo (certo da una foto) e cerco la mano. Già la mano che è la prima cosa, la mano di un artista (nella mia lingua madre, e in quella di Vitelli, artista è il maestro e l’artigiano senza distinzione è chi trasforma la materia con le mani, con gli arti) il “manufatto” richiama statue greche, che nascono senza braccia e non le perdono, che si vestono di vestiti che sono la natura che ti veste.

Un flash, ma anche un piccolo inno ad una incontemporaneità che siamo: Franco lavora con le mani, Franco crea con le mani, noi tutti digitiamo con le mani appelli a realtà virtuali. L’opera vista in fotografia è ipercontemporanea perchè fa antico il presente e presente l’antico ed ha questo tempo dove è tornata la paura, c’è bisogno di mito.

Mi sono imbattuto in una foto, da qui vedo le domande dell’arte che sono mille e mille e una.

L’arte sta nelle mani che hanno un cuore guidate da un cervello e lo dice chi ha cantato il creato quando dopo creato avevano dimenticato la sua unica bellezza.