Latina e gli alberi: primum piantumare deinde manutenere
13 Marzo 2022L’attuale Assessore all’Ambiente del Comune di Latina me lo ricordo da ragazzino. Nel senso che io ero ragazzino-quindicenne del Quarto Ginnasio e lui Rappresentante d’Istituto dell’ultimo anno.
Era molto diverso da come lo vedo ora e non solo per i poderosi trent’anni passati. Era un biondino con tanti ricci e senza barba. Sempre vestito di tutto punto. Avrei detto un giovane della buona borghesia cittadina pronto al lancio politico nel ventre caldo della Balena Bianca.
Poi vai a capire cosa sia successo. Ci fu Tangentopoli che spazzò la Balena Bianca e la Prima Repubblica. Magari la vita e l’Università hanno portato l’Assessore d’oggi su altre strade o, forse, ero, semplicemente, io che lo conoscevo poco e, come al solito, non ci avevo capito niente. Lo rivedo comunque ora, tanto tempo dopo, portatore di barba lunga, civico di sinistra (quella moderna non più operaia) ed ambientalista.
Mi hanno detto sia un estremista delle due ruote, quelle a motore umano ovvio (ho sentito qualche burlone chiamarlo per questo Sellini invece che Bellini).
Soprattutto ora fa l’Assessore all’Ambiente e, mi pare, con molta convinzione (cosa buona, sia chiaro). Da Assessore, ma anche nella precedente Consiliatura da Presidente della Commissione Ambiente, ama fare tante cose, in modo particolare una: “piantumare”. La prima volta che ho sentito questa parola mi sono pure spaventato. Che sarà mai questa piantumazione? Una pratica esoterica? Si farà celebrando dei sabba nelle notti di plenilunio? I piantumatori quando si vedono compiono riti magici, sotterrando corni di bufalo pieni di letame di capra mentre intonano canti wicca? Poi mi hanno spiegato che trattasi del termine tecnico usato oggi dagli “esperti” per indicare quell’azione che mio nonno in Calabria chiamava piantare. Lui piantava alberi di arancio. Piantumare si riferirebbe però all’attività specifica dell’interrare alberi e piante decorative nelle aree urbane destinate al verde.
Praticamente, se metti un pero a Piazza Moro lo piantumi, se invece ti sposti di quattrocento metri su via Piccarello lo pianti. In realtà il Devoto-Oli dice che sia un mezzo errore usare quell’espressione, perché sarebbe in realtà un termine dialettale lombardo “piantumà” che indica solo l’azione di travasare una pianta o un albero. “Uè pirla ndiamo a piantumà il limun prima che vien sira” .Al di là delle disquisizioni agro-linguistiche devo ammettere che ritengo cosa ottima che aumentino gli spazi verdi in città. Quindi l’Assessore, o chi per lui, continui pure a piantumare invece che piantare. Basta che la città sia più bella e più verde.
Ottimo e complimenti vivissimi.
Mi sta bene pure che l’Amministrazione Comunale si vanti della “messa a dimora di settecento alberature” (saranno alberi?) sul territorio comunale, come fatto la scorsa settimana. Ne sono felice. Va benissimo. Bravi.
Solo che non è la prima volta che ci si vanta di piantumazioni a Latina. Non so quante piantumate mi sono passate sotto il naso negli ultimi anni. Il problema è che oltre al piantumarle poi vanno pure curate le piante.
Sennò succede che ti ritrovi come su viale Michelangelo Buonarroti, con alberi piantumati ma poi, quasi rinsecchiti nel giro di un anno. Se è così è un peccato tre volte.

Primo perché abbandonare gli amici verdi non è proprio in linea con l’amore per l’ambiente che vuol caratterizzare questa Amministrazione.
Secondo perché è comunque uno spreco di danari che magari possono essere impiegati meglio.
Terzo perché ci torna in mente il solito Ennio Flaiano che, con cattiveria, andava ripetendo che “noi italiani alla manutenzione preferiamo sempre l’inaugurazione”.



non sono solo quelli di viale Michelangelo; prima ancora ci sono quelli di viale Mazzini annunciati con sonori squilli di tromba.
i lecci, in gran numero sono secchi o poco sviluppati, come parte dei platani.
il motivo è che non vengono annaffiati: appunto “deinde manutenere” ma la saccenza, insediatasi in Comune, non lo prevede.
Prima ancora delle piante iniziarono con le aiuole tutte inariditesi; successivamente, al secondo giro di piantumazioni, hanno capito il problema
Maurizio L.P.