Rugby-sei nazioni/ Ho visto “nu suricitto” correre e battere gatti enormi: la corsa di Ange che fa vincere l’Italia
20 Marzo 2022Si chiama Ange Capuozzo, ha 23 anni, è piccolo. Ma piccolo in confronto ai giocatori di rugby che sono enormi. La partita dell‘Italia è col Galles è quasi al termine, sono sette anni che gli italiani non vincono una gare del sei nazioni, e stanno perdendo anche questa 15 a 21. I gallesi attaccano, sono giganti.
Capito davanti la tv, ultimi minuti, secondi. Tutti, tutto il mondo, da per scontato che si gli italiani faranno bella figura, ma la sconfitta è certa. Italiani, cosa vuoi che facciano: amano la vita, non il sacrificio della vita. Poi esistono i giganti e i nani, e nel rugby i giganti sono gallesi, mai battuti dal nani italiani.
Ma… Ange Capuozzo si trova in mano la palla, 68 chili, uno e 77 di altezza, davanti mostri di quasi due metri che di chili ne fanno 100 e più. Lui è nipote di gente costretta a lasciare l’Italia per la Francia, ora ha la maglia dell’Italia e la palla. La meta è lontana, in mezzo muri di giganti.
Lui corre, corre, come fa il topo quando ha tutti i gatti contro e in gioco c’è la pelle: corre.
Corre una montagna gallese gli si fa davanti lui scarta di lato, quello perde l’equilibrio e cade. Tiene la palla come incollata arriva quasi alla fine vede il compagno Edoardo Padovani, 188 di altezza, 90 chili gli consegna la palla e lui la porta in meta, segna… siamo pari con i gallesi. Quelli sono increduli, stupiti, meravigliati, ma sono anche giocatori davanti a giocatori e ammirano.
Paolo Garbisi ora ha la palla che vuol dire vittoria, o silenzio… trasforma.
L’Italia ha vinto dopo 7 anni un incontro del sei nazioni, ha vinto dopo 36 sconfitte, ha vinto per la prima volte il Galles.
Ma non è importante tutto questo è bella quella corsa, quella corsa di uno “piccolo” che decide di scommette sulle sue gambe, non fa calcoli, non cerca altro che dare la palla ad un amico. Tutto qui, una corsa, a volte si deve correre. La Gazzetta dello sport titola “Capolavoro di Capuozzo”, come dargli torto.
Foto: copertina Gazzetta dello sport


