Uno spettro si aggira per Sermoneta: quello del BioMetano

Uno spettro si aggira per Sermoneta: quello del BioMetano

22 Marzo 2022 1 Di Davide FacilePenna

Nella (quasi) totale indifferenza dei sermonetani e della sua classe politica (tranne qualche timida richiesta di chiarimenti, spesso pure strampalata), sta per essere varato a Sermoneta un impianto di produzione di BioMetano, termine che fa tanto Greta Tumberg (quando ci metti Bio come prefisso ad una parola stai già avanti di questi tempi).
Per i profani antimoderni come me, preciso che il BioMetano è un gas naturale composto da vari tipi di gas derivanti dalla fermentazione di biomasse di varia origine. Detto volgarmente si prende della spazzatura e la si lascia fermentare in modo che produca gas da poter riutilizzare come fonte d’energia; è un po' più lunga la storia ma l’esempio serve a capire. In realtà l’impianto lo faranno fisicamente a Latina Scalo, ma sorgerà a poche decine di metri dal confine col Comune di Sermoneta.
Sicuramente si troverà molto più vicino al nostro centro storico che al centro (non storico) della fu Littoria.
Sarebbe più giusto chiamarlo Impianto BioMetano Sermoneta-Latina come la Stazione Ferroviaria, così magari qualche paesano se ne rende conto.
Sta di fatto che (burocrazia permettendo) la società Recall Latina avvierà l’impianto a breve perché, pare, abbia in questi anni (ce ne sono voluti sette anni dalla prima richiesta) dimostrato di avere tutte le carte in regola e che l’impianto non causerà aumenti degli agenti patogeni e dell’inquinamento nell’aria e nei terreni limitrofi. Non sono esperto e non posso confutare tali valutazioni ottimistiche. Pare fosse rimasto, nelle relazioni degli enti di controllo, solo un dubbio rispetto all’inquinamento olfattivo (volgarmente la puzza generata dallo stoccaggio dei rifiuti e dalla
produzione del gas) e quello estetico (l’ingombrante visione della struttura).
Lo avrebbe risolto la Recall Latina lo scorso anno, assicurando che verranno piantati alberi tutto intorno all’Impianto.
Saranno alberi di canfora che dovrebbero eliminare sia puzza che impatto visivo.
Rimango fondamentalmente poco fiducioso in merito, malgrado le belle parole dell’amministratore delegato dei bio-metanisti: “è un impianto che implementa il meglio dell’economia circolare e garantisce vantaggi ambientali immediati e per il futuro dei nostri figli, intervenendo sui quattro grandi problemi ambientali che oggi ha il pianeta, causati da
uno sviluppo incontrollato: effetto serra, impoverimento terreni, inquinamento atmosferico, la chiusura del ciclo della differenziata”
Praticamente ci fanno un favore. Dovremmo pagarli noi. Permetta signora Contessa se non mi fido di parole già sentite in passato. Un passato non troppo lontano, quando dalle parti nostre arrivarono le fabbriche catapultate qui con gli aiuti pubblici.
Ci promisero lavoro, modernità, innovazione. Dissero a chi si opponeva (pochi) che era retrogrado e non capiva la modernità. Spiegarono che era tutto sicuro e che bisognava guardare oltre il proprio naso. Gli stessi illuminati se ne andarono pochi anni dopo, lasciando disoccupazione e cattedrali nel deserto che ancora fatichiamo a smaltire (vedi ex Mistral). In conclusione mi pongo quattro domande da fesso:

“Che vantaggi può avere dall’impianto di BioMetano, un Borgo Medievale che, da vent’anni, ha scelto di seguire la propria vocazione turistica e sta cercando di affermarsi come territorio di produzione di olio e vino pregiati?
“Che biglietto da visita è per un cittadino di una grande città arrivare in treno alla Stazione Ferroviaria di Sermoneta e trovarsi di fronte ad una gigantesca struttura da cui vanno e vengono camion di spazzatura? “Che impressione potrebbe avere un ciclista o un podista che volesse approfittare dei nostri sentieri se dovesse riempirsi le narici di odori sgradevoli invece che d’aria pura?”
“Le eventuali contropartite offerte per i disagi ed i possibili danni sono previste anche per Sermoneta o solo per Latina?” Spero che, in ogni caso, che le piante di canfora siano simili a querce secolari con gigantesche e verdi fronde e non piccole come gli alberi piantati dall’amministrazione lungo la ciclabile.
Altrimenti il fantasma del BioMetano si materializzerà e ci farà capire che siamo stati ancora una volta troppo ingenui.