Valentina beach e Tribù notturne: sette ragazzi e il lungomare di Latina fece tendenza

Valentina beach e Tribù notturne: sette ragazzi e il lungomare di Latina fece tendenza

10 Aprile 2022 0 Di Emilio Andreoli

Il lungomare di Latina non ha mai brillato, perché i latinensi non lo hanno mai amato, tanto meno le amministrazioni che si sono succedute dai tempi dei podestà. Se si considera che la strada per andare al mare fu realizzata alla fine degli anni cinquanta, molti anni dopo la fondazione, si capisce che il mare è sempre stato un optional. Incredibile ma vero. Eppure Latina è il capoluogo del Lazio più vicina al mare. Certo qualcuno tentò di far decollare il lido, come Giovanni Giacomini con l’hotel Fogliano, Dante Wiquel con l’hotel Tirreno e pochi altri. Per la spiaggia e la movida lo scettro se lo sono sempre condiviso Sabaudia e il Circeo. Ma nei primi anni novanta sette ragazzi stravolsero l’ordine delle cose, e il lido di Latina fece tendenza.

 

Se chiedi in giro cosa pensano i latinensi del lido di Latina il coro è quasi unanime, la risposta più frequente è che fa schifo. Ma io sono fuori dal coro e non faccio neanche testo perché ne sono innamorato, e quando ami guardi con occhi diversi. Certo bisogna essere anche critici, e capisco che il lungomare andrebbe migliorato e valorizzato. Io intanto continuo ad andare al mio mare, nella casa di famiglia, dove ho passato le migliori estati della mia vita.

Magari non incontro i vip che stanno a Sabaudia, ma solo le persone che vengono ogni estate sempre nello stesso fazzoletto di spiaggia, come i miei amici di infanzia che riaprono le proprie case nel periodo estivo. E ogni volta che li rivedo mi vengono in mente i falò e i primi baci in riva al mare. Ma non voglio annoiarvi con i miei ricordi estivi, voglio raccontarvi di quando il nostro lungomare, mise la freccia e superò il Circeo e Sabaudia nella movida notturna.

Vi ho già raccontato del Vicolo Cieco, il locale di Rio Martino che ebbe un grande successo. L’anno successivo, tra Capo Portiere e Foce verde, sette ragazzi di Latina aprirono un chiosco sulla spiaggia e il lungomare cambiò musica. Era il 1993 e quel chiosco diventò il “Valentina beach”. Ma come si chiamavano quei “magnifici sette” che ebbero quella grande opportunità? Antonello De Marchi, Bruno Bozza, Michele D’orso, Marco Gargani, Roberto Mannucci, Massimo Spaziani e Riccardo Zefferi.

Alcuni componenti della JJ Gang al Valentina Beach

Sette amici, poco più che ventenni, alla loro prima esperienza, si trovarono a gestire un successo inaspettato nato quasi per caso. Tutto era iniziato con un passaparola. Il direttore dell’hotel Gabriele, Patrizio Tessier, si era messo alla ricerca di persone per la gestione della spiaggia dell’albergo. Aveva inizialmente contattato Marco Olimpieri, uno dei più famosi p.r. di Latina, ma era già impegnato in altre situazioni. Lo stesso Olimpieri gli aveva segnalato i ragazzi della JJ gang, così venivano chiamati i sette ragazzi che frequentavano la comitiva del Manzoni, una comitiva che contava migliaia di giovani che affollavano i portici di Latina.

Ognuno di quei sette aveva un suo seguito, oggi verrebbero definiti inluencer. E così si presentarono dal direttore dell’albergo. Anche se giovani e inesperti, Patrizio intuì le potenzialità di quei ragazzi proprio per quel progetto. Lesse nei loro occhi la voglia di mettersi alla prova.

Bruno Bozza racconta il Valentina beach e il Tribù Notturne

Incontrare Bruno Bozza non è stato semplice, soprattutto per gli orari. Bruno è disponibile solo a ora di pranzo al bar Poeta, di cui è proprietario insieme al suo amico di sempre, Marco Gargani e a Gianluca Scaramella. Dopo un paio di settimane sono riuscito a far coincidere i suoi orari con i miei.

Bruno, perché il nome Valentina?

Il proprietario Giovanni Ramacci aveva già dedicato al figlio Gabriele il nome del suo hotel e quindi decise di fare la stessa cosa per la figlia Valentina, dedicandole il nome della spiaggia. E quindi divenne Valentina beach

Raccontami come si svolgevano le serate al Valentina, io ricordo che suonavano anche dal vivo

Inizialmente il Valentina nacque come stabilimento balneare e discoteca la sera. Poi inserimmo nelle serate le band locali per la musica dal vivo. Essendo un locale all’aperto lavoravamo solo da giugno a settembre, aprivamo il mercoledì, il venerdì e la domenica. Il sabato lasciavamo spazio alle altre discoteche per mantenere buoni rapporti con tutti. Il mercoledì e venerdì facevamo musica più commerciale, house e garage, mentre la domenica musica black. Le serate iniziavano alle 23:00 e terminavano tassativamente alle 2:00. All’inizio non fu facile abituare i ragazzi, che di solito in discoteca entravano dopo la mezzanotte, ma alla fine si educarono e già all’apertura avevamo le code all’ingresso

I dj del Valentina Beach

Chi erano i dj e chi vi seguiva la comunicazione, che oggi sarebbe stato sicuramente più semplice con i social?

Il primo anno alla consolle Gianluca Zatti e dopo Andrea Fantozzi, ogni tanto veniva un dj romano Andreino G. Per la comunicazione, la prima stagione la curò Giorgio Di Giorgio e poi Fulvio Vignapiano, bravissimo artista che fece la scultura centrale del Valentina con un tronco d’albero che procurai io

Una delle serate sulla spiaggia del Valentina Beach

Il Valentina ebbe un successo incredibile, ricordo ancora il traffico sul lungomare, come lo spieghi?

 Forse perché si ballava sulla spiaggia ed era una novità, e poi avevamo tanti amici che ci seguivano. Tra l’altro l’ingresso era gratuito. Io credo che in molti abbiano ancora in mente quelle indimenticabili serate estive al Valentina

Nel 1996 apriste il Tribù Notturne, come andò la storia e a chi venne in mente il nome?

 Patrizio, il direttore dell’albergo, ci chiamò a rapporto e ci disse che il ristorante dell’hotel, proprio di fronte al Valentina, lo stavano chiudendo, per trasformarlo in qualcosa di più giovanile e noi eravamo le persone giuste per quella trasformazione. Non ci volle molto per convincerci, l’opportunità di lavorare anche d’inverno non ci dispiaceva affatto. Si decise per un luogo dove fare musica, ristorazione, bar e spettacoli dal vivo. Insomma immaginammo un locale innovativo, mancava solo il nome. Un pomeriggio mentre stavo al Manzoni, arrivò il mio amico Fabio Capozzi con una maglietta con la scritta “Tribù”. Mi piacque subito tantissimo, ci aggiunsi “Notturne” e il nome era fatto

Quattro dei sette ragazzi della JJ Gang all’interno del Tribù Notturne

Quindi l’estate al Valentina e l’inverno al Tribù?

In effetti così sarebbe dovuto essere, ma poi attrezzammo a pizzeria il terrazzo sopra al locale e aprimmo tutto l’anno. L’estate si mangiava lì sopra e poi tutti a ballare al Valentina

Gli spettacoli dal vivo in cosa consistevano?

 Aprivamo il mercoledì con la musica dal vivo, il giovedì spettacoli di cabaret, venerdì e sabato discobar con il resident dj Giacomino Lopez, e la domenica giochi di società

Oltre al lavoro c’era pure il divertimento

Raccontami del cabaret e dei giochi di società della domenica

Con il cabaret iniziammo grazie al nostro amico attore Massimo Lopez, ci presentò Teo Mammucari e partimmo con gli spettacoli. Da noi vennero Enrico Brignano, Max Giusti, Gabriele Cirilli, Carmine Faraco, Teo Teocoli e tantissimi altri, tutti giovanissimi. Ricordo che quando venne Carmine Faraco, in sostituzione di un altro, chiamai Teo Mammucari per dirgli “Ma chi cavolo ci  hai mandato?” Lui rise e mi rispose di stare tranquillo, se non ci fosse piaciuto non lo avremmo pagato. Invece il suo spettacolo fu eccezionale. La domenica facevamo i giochi di società già dal pomeriggio, ma l’attrazione vera era la pista Polycar a dieci corsie montata su un plastico. L’idea l’aveva avuta Patrizio, un vero appassionato di piste elettriche. C’erano persone che si portavano le macchinette da casa per gareggiare

Come ricordi quel periodo?

 Un periodo fantastico dove ci divertivamo lavorando. Ricordo ancora le forti emozioni. Gestendo la parte tecnica mi mettevo dietro ai cabarettisti, e vedere la felicità del pubblico mi emozionava come se stessi io su quel palco. Nell’aria c’era energia positiva e io mi sentivo, insieme ai miei amici, artefice di quella gioia

Perché la decisione di chiudere?

Era il 1999 quando decidemmo di terminare quell’avventura, eravamo cresciuti e ognuno doveva decidere della propria vita. C’era chi si stava laureando, chi lavorava in azienda con il padre, chi aveva iniziato un lavoro stabile. Insomma si era concluso un ciclo. Solo io, Marco Gargani e Massimo Spaziani continuammo con i locali. Nel 2000 aprimmo in centro a Latina il Brumama, che fu in parte il proseguimento del Tribù Notturne, e a seguire il bar Poeta

L’eclettico direttore Patrizio Tessier

L’ultima parte del racconto la dedico a Patrizio Tessier, l’eclettico direttore d’albergo che conosco da quasi quarant’anni. Nato a Napoli, da ragazzo approda come capo barman nella discoteca più esclusiva di Sabaudia, l’Atlantis. Era il 1985. Dopo quella parentesi trova lavoro a Latina, come direttore d’albergo all’hotel De La Ville. Patrizio è un grande appassionato di musica e spettacoli, soprattutto di cabaret. Conosce Carlo Fino che si occupa di teatro e con lui organizza nell’hotel le prime esibizioni. Dopo quell’esperienza va a lavorare, sempre come direttore, all’hotel Gabriele.

Oggi Patrizio ha un locale a Sabaudia, “Il Pineta”, dove fa ristorazione e musica dal vivo come ai vecchi tempi. Lui è ironico, dalla battuta pronta, insomma una persona piacevole e disponibile. Sono convinto che se avesse fatto il cabarettista avrebbe avuto una brillante carriera.

Patrizio se ti dico Valentina, Tribù Notturne e JJ Gang, cosa ti viene in mente?

Mi vengono in mente tempi fantastici, irripetibili, parliamo del secolo scorso, che era tutto un altro secolo. Di quei ragazzi che dire, mi sento il loro fratello maggiore. Erano creature quando li ho conosciuti. Me li sono cresciuti, e un po’ di mestiere credo di averglielo trasferito. Tutti bravissimi ragazzi a cui voglio ancora bene e colgo l’occasione per salutarli con affetto

 

Aggiungo una riflessione: sono le persone che fanno i luoghi, belli o brutti che siano, e non viceversa. Quindi grazie a quei sette ragazzi che ci hanno regalato bellezza e leggerezza sul nostro lungomare, nell’ultimo “miglio” del secolo scorso.