La settimana santa: c’è un tempo per fermarsi un momento. Un tempo di Maria madre e Maria Maddalena
10 Aprile 2022La mia anima è matura
da molto tempo
e si sgretola
piena di mistero.
Pietre giovanili
rose dal sogno
cadono sull’acqua
dei miei pensieri.
Ogni pietra dice:
«Dio è molto lontano!»
Garcia Lorca, ci sono anime che hanno 1920
Nel tempo c’è un tempo che l’uomo si ferma, come sospeso. Pochi giorni nel tempo lungo, tanti pensieri per il pensare. Una settimana, sette giorni in cui ci si ferma, si prende respiro, si guarda dentro. Un Dio onnipotente si fa morire, un Dio che muore è la morte nera con la falce che si fa potente oltre dio.

In questa settimana ci si ferma, come a dover vedere lo spettacolo spettacolare della vita che nasce, tribola e muore.
Nasce, tribola e muore e la felicità non è nel pacchetto.
Una fede in cui un Dio muore ma non così che forse è anche banale ma “condannando” al suo disegno il figlio. Un Dio che per morire fa morire suo figlio. Immorale, innaturale, incredibile… ma la storia non finisce qui, la storia si infittisce qui mentre la mente legge l’amore di Maria madre di ogni creatura, di ogni creato, e Maria Maddalena che raccoglie l’uomo generosa di amore per l’uomo e lo ama per quello non da meno quando ne capisce l’immenso nel tragico destino.
La storia ha sette giorni, si parte dalla gloria di gente festante agli stessi che lo scelgono reo davanti a un Caino e lui che perdona quando c’era da mandare fulmini e saette che dio può.
Una madre ed una donna che riconosce l’uomo sanno…
Tre giorni in cui la notte è nera, nera pece, poi la domenica del Signore e il figlio risorge. Il sepolcro è aperto e dentro non c’è umano corpo, non c’è di lui traccia, Dio torna speranza e non è più sofferenza.
Per me, per me che la Fede non mi ha lasciato traccia, per me che la ragione spiega ogni cosa di questa terra in questo universo di questa vita, in questi giorni sento come il bisogno, la fame, di capire il mio percorso. Percorso personale ma che non è diverso da altri dolori, amori, signori. Di questo tempo mi mettevano seduto sulle ginocchia e cominciava con il popolo festante al verbo nuovo, poi ogni festa terminava in una morte tribolata.
Nonna, ma se lo festeggiavano perché lo uccidono 5 giorni dopo?
Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Sacra Bibbia (Antico Testamento) – Ecclesiaste, 3, 1-15.

Per ogni cosa c’è il suo tempo. Nel mio giardino sono fioriti i ciliegi prepotenti, l’erba si fa cattiva a crescere e ora che ci penso sono anche nato io, insignificante è il senso di tutto questo. Ma c’è un tempo in cui un Dio che è morto facendosi uomo risorge tornando il dio che è e agli uomini resta la Grazia di Dio che è stato uno di loro, ma prima di questo due amori che nessun Dio ha, ma tutti gli uomini si, l’amore di madre e l’amore di amare: Maria e Maria Maddalena.
Sette giorni, c’è un tempo per pensare, uno per capire.
C’è un tempo dei fiori di ciliegia
le foto sono del ciliegio del mio giardino


