Augusto Imperiali, il buttero di Cisterna che “domò” Buffalo Bill

Augusto Imperiali, il buttero di Cisterna che “domò” Buffalo Bill

17 Aprile 2022 1 Di Emilio Andreoli

Abbiamo vissuto e continuiamo a vivere nel mito americano, come se il nostro passato non contasse nulla. In Europa e soprattutto in Italia seguiamo le mode d’oltreoceano da sempre. Eppure tutto è nato nel vecchio continente: il pop, la lirica, l’arte, la letteratura e anche il Far West. Sì avete capito bene anche il Far West e proprio l’Agro Pontino fu terra di mandrie e butteri, quando Cristoforo Colombo non aveva ancora scoperto l’America. Alla fine dell’Ottocento se ne accorse anche Buffalo Bill, il cowboy più famoso d’America, che venne in tour in Europa a mostrare le sue grandi capacità, ma non aveva fatto i conti con il buttero di Cisterna, Augusto Imperiali.

In genere vi porto a spasso nel tempo, quello della nostra città, ma ogni tanto mi piace trasgredire e andare oltre. Immaginate la palude e la storia millenaria dell’Agro Pontino: a pochi chilometri da Latina, al Foro Appio (oggi Borgo Faiti), si fermarono per riposare San Paolo e il poeta Orazio. Oppure al Tres Tabernae (oggi Cisterna), dove fu imprigionato l’ex imperatore Flavio Valerio Severo e Massimiano prima di essere ucciso. Ancor prima troviamo l’antica città di Satricum, fondata dai latini tra il X e il IX secolo A.C. e il Circeo, luogo di mitologia dove è stato ritrovato il cranio dell’uomo di Neanderthal.

Insomma la nostra storia fa venire i brividi, ma noi inseguiamo i miti americani. “L’americani so’ forti, what’s american” diceva il grande Alberto Sordi nel film “Un americano a Roma” elogiando lo jogurt, la marmellata e la mostarda, per poi offrire il tutto al sorcio, al gatto e alle cimici e ripiegare sui maccheroni. Ma torniamo nel nostro Agro Pontino, terra inospitale per millenni, però carica di fascino. Terra di palude e di malaria, ma anche di mandrie e di cavalli allo stato brado. Il compito dei butteri era proprio quello di governare le mandrie e domare i cavalli che correvano liberi per tutto il territorio pontino.

I butteri erano uomini forti, sempre a cavallo, vestiti con pantaloni di fustagno, giacca di velluto e cappello nero. Con le giornate di pioggia si proteggevano con un grande mantello. Per le mani un bastone per governare le bestie. Erano quasi tutti alle dipendenze della nobile famiglia Caetani. Nell’ottocento i butteri ispirarono diversi pittori che, sfidando la malaria, giungevano in palude per raffigurarli nelle loro opere. Guardando quei quadri mi vengono in mente i tanti film western visti al cinema, in gioventù, e mi rendo conto che il Far West era qui e non lo sapevo.

Buffalo Bill, il più famoso cowboy d’America, e la sfida con i butteri di Cisterna

Buffalo Bill, pseudonimo di William Frederick Cody, nasce in una fattoria dell’Iowa nel 1846. In seguito alla morte del fratello maggiore, nel 1853, la sua famiglia si trasferisce nel Kansas, dove però è vittima di un pesante clima persecutorio a causa delle posizioni anti-schiaviste del padre. Già a quattordici anni diviene uno dei corrieri a cavallo del Pony Express, servizio di posta americano, e a diciassette si arruola nel Cavalleggieri del Kansas. Partecipa alla guerra di secessione con gli Stati dell’Unione e in quegli anni conosce l’italoamericana Louisa Frederici che sposerà. Con lei avrà quattro figli.

William Frederick Cody in arte “Buffalo Bill”

Dopo aver vinto una gara di caccia al bisonte, viene soprannominato Buffalo Bill. Nel 1876, diventa eroe nazionale dopo un breve corpo a corpo con il capo indiano Mano Gialla, durante il quale grida: “Ecco il primo scalpo per Custer!”. Nello stesso periodo si cimenta come attore teatrale, portando in scena le sue gesta. Nel 1883 crea il “Buffalo Bill Wild West Show” uno spettacolo circense in cui vengono ricreate rappresentazioni western. Il circo arriverà anche a Roma nel febbraio del 1890.

L’incontro tra Buffalo Bill e il Duca di Sermoneta, Onorato Caetani, avviene in una delle prime esibizioni romane. Il Duca afferma che i cavalli dell’Agro Pontino sono molto più difficili da domare, rispetto a quelli americani. Buffalo Bill incuriosito decide di provarli, ma quando i butteri vedono maltrattare i loro puledri, mentre vengono domati dai cowboy americani con metodi cruenti, gettano il guanto di sfida: per loro il cavallo è sacro e vogliono mostrare come si rende docile l’animale rispettandolo. Buffalo Bill e i suoi accettano la scommessa.

Augusto Imperiali il buttero di Cisterna

Augusto Imperiali nasce a Cisterna il 27 agosto 1865, proviene da una famiglia numerosa. Sin da bambino cavalca magnificamente e si guadagna sul campo il lavoro come buttero nella tenuta Caetani, dove è molto benvoluto dalla nobile famiglia. Contrariamente a Buffalo Bill, su Augusto, soprannominato Augustarello, c’è poco da dire, è una persona schiva, umile e taciturna, ma è anche un ragazzo molto determinato e forte, ha vinto anche contro malaria. Si sposa molto giovane con Angela Salvini, sua compaesana, con la quale avrà dieci figli.

Il buttero din Cisterna Augusto Imperiali mentre stringe la mano a un cawboy americano a cavallo

È l’8 marzo del 1890, a Prati di castello (oggi quartiere Prati di Roma) si presentano per tentare l’impresa: Francesco Costanzi, Cesare Fabbri, Achille fasciani, Achille Laurenti, Angelo Petecchi, Bernardo Quinti, Filippo Valentini e i due capi butteri Alfonso Ferrazza e Augusto Imperiali. Dopo diverse giornate di pioggia il terreno è così impantanato che sembra di stare in palude, e per i butteri potrebbe essere un vantaggio. Gli spalti, nonostante la pioggia, registrano il tutto esaurito. I cowboy americani fanno coreografia con le funi dove sono veramente maestri, gli applausi sono tutti per loro.

Augustarello ha solo venticinque anni, ma già tanta esperienza e sa di avere un’ottima squadra. È concentrato al massimo e il momento è arrivato.

A sx Buffalo Bill mentre si accorda con Augusto Imperiali, al centro, prima della sfida

L’articolo del Messaggero del 10 marzo 1890 recita così:

il morello, tenuto con le corde, si dibatte frenetico; s’alza sulle zampe di dietro, tira rampate. I butteri le schivano sempre con la sveltezza di uomini esperti. Riescono finalmente a mettergli la sella con il sottocoda, e d’un salto uno dei butteri gli è sopra. E’ Augusto Imperiali. Nuova tempesta di applausi. I butteri, entusiasti del successo ottenuto, saltano, ballano, buttano all’aria i cappelli, tanto per imitare in tutto quello che si è visto fare dagli americani. Augusto Imperiali fa una stupenda galoppata intorno al campo, tenendo con la destra le redini e agitando con la sinistra il cappello. Tutte le sfuriate del cavallo non riescono a muoverlo dal posto un solo momento. Sceso a terra, e chiamato ad avvicinarsi ai primi posti dove riceve le più vive congratulazioni da tutti, compresa la Duchessa di Sermoneta ed i suoi figli”.

Augusto Imperiali nell’Agro Pontino in piedi sul suo cavallo

Dopo la sfida Buffalo Bill cercò in tutti i modi di screditare i butteri di Cisterna, lamentando in inglese il troppo tempo impiegato per domare i cavalli, rispetto ai suoi cowboy. Ma le migliaia di persone accorse per lo spettacolo, nonostante il tempo inclemente, dopo gli applausi dei giorni precedenti, lo contestarono con fischi, insulti e parolacce, acclamando sonoramente i butteri di Cisterna. Buffalo Bill non accettò di pagare la scommessa ed il giorno seguente la sconfitta, tolse le tende del suo circo e lasciò Roma. Tornò in America a combattere contro i Sioux.

L’umile e taciturno Augusto Imperiali, dopo la clamorosa vittoria, tornò alla vita di sempre, in sella al suo cavallo, nella solitudine dell’Agro Pontino. Il Duca di Sermoneta, per dimostrargli la sua profonda stima gli affidò Torre Fogliano, dove si trasferì con la sua numerosa famiglia, per il controllo dei terreni circostanti. Successivamente a le Ferriere.

Nel 1906 Buffalo Bill tornò un’altra volta in Europa con il suo spettacolo, anche a Roma dove però non ebbe il successo sperato. Cody morì a Denver il 10 gennaio 1917. A lui hanno dedicato diversi film, uno dei più famosi “Buffalo Bill e gli indiani” diretto da Robert Altman e interpretato da Paul Newman. Anche il cantautore italiano Francesco De Gregori intitolò il suo quinto album Buffalo Bill, nel quale era contenuta una canzone dallo stesso titolo.

Ad Augusto Imperiali non hanno dedicato nessun film e nessuna canzone, pur essendo stato il buttero più famoso del mondo. Ma quando qualcuno gli chiedeva di rievocare l’impresa i suoi occhi si illuminavano e non si tirava indietro nel racconto. Sono convinto che quel ricordo lo riportava lì e avvertiva ancora l’odore della pioggia di quel giorno, il rumore dei suoi stivali nel fango, degli zoccoli scalpitanti dei cavalli e gli applausi interminabili del pubblico. Augusto era diventato leggenda. Morì a Cisterna il 18 dicembre del 1954. A suo nome una scuola elementare della sua cittadina e in progetto, una statua mai realizzata.

Nel 2004, durante il varietà di Rai UnoMa il cielo è sempre più blu” il comico Giorgio Panariello attribuì la vittoria ai butteri maremmani dando il via alle proteste degli eredi di Augusto Imperiali, delle associazioni dei butteri e dell’Amministrazione Comunale di Cisterna. Il sindaco, Mauro Carturan, fece sapere che se Panariello non avesse rettificato, il Comune avrebbe chiesto un risarcimento milionario alla Rai. La disputa, di cui si occuparono fra gli altri lo scrittore pontino Antonio Pennacchi e Le Iene, si chiuse una settimana dopo con la rettifica di Panariello.

Ringrazio lo scrittore di Cisterna Mauro Nasi autore del libro, pubblicato nel 2006, “Ibutteri di Cisterna e dell’Agro Pontino, Augusto Imperiali l’eroe di tutti i butteri”. Inoltre ringrazio il cisternese innamorato di Cisterna Pierfranco Fatati.