Dio non me me voglia ma oggi sono nato io e 4 mici
17 Aprile 2022Il Nostro Signore ha scritto la promessa della Risurrezione, non solo nei libri, ma in ogni foglia di primavera.
Martin Lutero
Sarà questa letteratura sudamericana, sarà che la testa, ad una certa età, si fa lenta e capisce meno le cose e allora inventa. Ma… proprio oggi una gatta, si chiama Stellina. Una gatta che quando era piccola, piccola, ho trovato in una siepe piena di zecche, ma piena. Con una pinzetta da trucco le ho tolte tutte, le zecche, una ad una e sono stato lì per tanto tempo. Lei si è fidata di me.
Davanti il portone di casa ora è diventata mamma di 4 cuccioli che urlano al mondo di essere arrivati. Sta lì premurosa, attenta, le gratto la testa e ronfa. Madre ai suoi figli. I mici sono nati il mio stesso giorno, facciamo il compleanno insieme, loro felino io umano. E gli occhi di madre in figlio sono tutti uguali. La mia, di madre (si chiamava Bruna), dovette fare una salita per far nascere me, da ascensore fece una apetta Piaggio e da poltrona il suo cassone. Sono nato a Sezze e l’ospedale ha una delle salite più ardite che ho incontrato. Una salita dura, poi sono venuto qui e mamma forse aveva gli occhi eguali a quelli della micia. E la vita, in fondo, è questo distacco-attacco e la ricerca di togliere il distacco e tenersi l’attacco. Vita a non essere solo per un appuntamento che sarà solo.
I mici “urlano”, la mamma è paziente ha sentito dolore, ha avuto paura, ora difende il suo futuro con le unghie, con la forza, con la volontà di vederli mici grossi, questi mici che sono quasi niente.
Il giorno che sono nato io era di aprile, il 17 aprile, faceva caldo ma non troppo e brividava di tanto in tanto. E’ un giorno in cui nascono i mici, in cui risorge anche il signore e mi illudo di contare per uno in questo universo di cose. Solo per uno che è così tanto da riempiere il mondo di stelle, Dio non me ne voglia che nel giorno del risorto sono nato io e 4 mici.


