Ucraina e la Russia che non riconosco ma quella volta a Messina erano angeli
19 Aprile 2022Che dolce è San Pietroburgo e Mosca con la sua idea di essere più bella di Roma, di Costantinopoli, di essere terza Roma ma prima in bellezza. Che lunga la letteratura russa con i tempi dilatati, più lunghi della transiberiana. Che vivi i russi persi nella vodka che da malinconia al suono della balalaica.
Santa Madre, nessuna nazione si definisce madre e santa perché è difficile avere misericordia. Guardatela oggi questa madre piena di sangue dei suoi figli, piena di sangue di cugini, di vicini parenti e non ci sono scuse. Per attaccarsi all’Europa i russi han fatto un museo grande come il mondo, l’Ermitage è storia d’Europa. Poi la danza, poi la musica, poi…
Ora la mitraglia, ora la minaccia.
Sono nato nei giorni in cui Yuri Gagarin insegnava al mondo a volare così in alto che ha visto Dio più in basso. La Russia era sfida intelligente, d’ingegneria era speranza, malposta, ma speranza.
Ora ha una Z su carri che uccidono fratelli, ora ha fratelli uccisi e non sa perché. La terra non ha valore per chi ha sogni, la Russia non ha bisogno di terra se sogna il cielo. La Russia non ha bisogno di sangue se ama la bellezza che cerca nei quadri dell’Ermitage.
il 28 dicembre del 1908 i marinai russi per primi soccorrono gli abitanti di Messina colpiti dal terremoto. I marinai russi non fanno macerie le tolgono. L’ammiraglio Litvinov comandate delle squadra navale soccorse i messinesi senza attendere ordini, per la generosità che hanno gli uomini di mare. Messina ricorda, l’Italia meno, e la Russia forse non ne vuole più sapere di quando era capace di essere occidente e di amare Caravaggio e il bel canto e in dono dava il dottor Zivago.
Le facce dei soldati russi sono così eguali a quelle degli ucraini, che paiono tal quali i ragazzi nostri ma in questa filiera di giovani hanno seminato il virus dei mostri e non c’è vaccino. Nelle case dei contadini russi ci sono le immagini di Maria, come a casa dei miei, stessa misericordia. Noi offendemmo i russi decenni fa, loro sanno che significa l’aggressione per questo non dovrebbero essere aggressori.
Per stare con i giusti ci vuole tanta fatica per stare con gli infami basto un minuto, un minuto solo.
Mi piace il dottor Zivago, mi piace l’Ermitage, i marinai russi di Messina, piango quelli del Moskva morti in 500 per niente, per niente.
Nella foto il monumento dedicato ai marinai russi tra le macerie di Messina, terremoto del 1908


