Roberto Gualtieri, il termovalorizzatore e un sindaco che sa “sindacare”

Roberto Gualtieri, il termovalorizzatore e un sindaco che sa “sindacare”

4 Maggio 2022 0 Di Lidano Grassucci

Esiste una sinistra dell’inconcludenza delle parole, malata del “problema è un altro”, fissata in un conservatorismo asfissiante in nome di mille paure dimenticando che è nata sul mito del progresso.

Esiste un sinistra che ha visto il mondo, per trasformarlo, che ama la tecnologia per salvare la vita, che non ha giudizi e pregiudizi ma cerca il male minore e non la perfezione che non è data. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, è uomo di mondo, è della sinistra che non ha sognato l’internazionale, è stato internazionale e dice una cosa normale nel mondo: a Roma bisogna fare un termovalorizzatore. In ogni angolo di questa terra questa considerazione neanche andrebbe fatta per sua stessa normalità, qui è sconvolgente per quanto ovvia.

Vuole fare un termovalorizzatore come c’è in ogni città pulita di Europa meno che nella nostra, e guarda casa sporca, Roma.

Sto con Gualtieri aspettando che anche a Latina diventiamo capaci di dire che serve di fare un termovalorizzatore, farlo a Latina e a borgo Montello. Serve farlo per mantenere pulita la provincia, si fa a Latina perchè è capitale e la città più grande, e a Montello per coltivare la discarica e non farla diventare una bomba ambientale abbandonata.

Esiste una sinistra seria, che non vuole la città di Dio, ma vivere nel meno peggio possibile nella città degli uomini.

Ma ci vorrebbe Gualtieri, uno che viene dal partito comunista, prima dalla Fgci, che ha studiato ma si è anche appassionato, che ha scelto gli ultimi e che sa che, per dirla con Sant’Agostino, le città per vivere hanno bisogno delle fogne e non di far finta che siamo tutti stitici.