La ragazza di Mosca che ha preso un bicchierino a piazza dei leoni

La ragazza di Mosca che ha preso un bicchierino a piazza dei leoni

7 Maggio 2022 0 Di Rita Berardi

Le cose accadono quando meno te lo aspetti e quando si ha un bar al centro di un paese può succedere di tutto, nel bene e nel male. Ma la cosa più importante è che non si da per scontato che tra le tante persone che lo frequentano arrivino persone non del posto che possono essere famose e anche non.

L’ elenco in 20 anni di attività sarebbe lungo non tanto, per i così detti personaggi famosi o che sono stati famosi, ma per le tante persone speciali e diciamolo anche particolari con dei momenti unici che si sono succeduti Ed ecco che di Ucraini a Sezze arrivano e può essere ormai normale che un sabato tra i tanti giovani mi trovo a scambiare due parole con una bella ragazza Ucraina, quello che invece non lo è, è vedersi arrivare in un tranquillo gioveì sera una ragazza russa, una bella e dolce ragazza russa che prima di ripartire per Mosca è venuta a bere due bicchieri al Vello D’Oro Bar, bicchierini di miscelazione di sciroppi e distillati di moda tra i giovani. Non posso dire il nome, un bel nome raro da sentire nelle nostre zone, nemmeno tra i tanti immigrati russi, ucraini e rumeni conosciuti in questi 20 anni non ho mai sentito quel nome che inizia con la D, ma per questioni di privacy e rispetto di un delicato momento la chiamerò con uno a fantasia e perché no con il classico, Nikita.

Con Nikita scambio subito due parole e tra noi subito nasce un intesa negli occhi, la tristezza di parlare della guerra e sentire dalle sue parole, poche parole nette, chiare e concrete, come solo i russi sanno sintetizzare che questa guerra non finirà presto, ci vorranno anni. La osservo nel suo essere orgogliosamente russa di Mosca, nel sua freddezza fisica, mani ben curate magre ossute e smaltate, viso algido ma non bionda, castana con occhi castani grandi, occhi da cerbiatto, labbra carnose provate dal freddo e dalle difficoltà di un viaggio che nonostante fosse stato di lavoro e di piacere anche è stato a suo dire, un viaggio lungo, sofferto dall’altro verso.

Dal verso di chi non vuole accettare che la Russia sia in guerra e che tutto quello che i giovani Russi e Ucraini avevano conquistato, la libertà di studiare, lavorare e viaggiare per il mondo ora è impedita. Sono bastati pochi minuti di un tranquillo giovedì sera in Piazza, dei Leoni a Sezze, mentre tanti giovani setini erano a far la movida a Latina, a ballare e cantare come non ci fosse più un domani, che il mondo, dove davvero un domani è ormai una speranza, un sogno e ogni giorno è davvero forse l’ultimo vissuto, è arrivato attraverso la voce pacata e chiara , di una bella ragazza moscovita, tanto particolare da farmi dire a Luchetto il ragazzo che mi aiuta al bar:” eh si le russe hanno un altro passo”. E in questo giovedì che ormai da anni dico essere sempre il giorno dell’imprevedibile la conferma è venuta a sottolineare che il bello di un bar in un centro dei Monti Lepini è attendere che le persone speciali arrivino e ti regalino un pezzo della loro vita e tu in cambio puoi soli dare il tuo sorriso e accoglienza e dopo averle chiesto il vero nome la guardi e pensi chissà se riuscirà un giorno a tornare da queste nostre zone e ci incontreremo. E poi un abbraccio tra Mosca e Sezze, tra una ragazza che avrebbe tutto per conquistare il mondo e una donna che ormai di questo mondo è delusa, e vedere in quegli occhi grandi e pieni di dolcezza una lieve emozione, un breve bagno di lacrime nel sentire il mio saluto “ciao Nikita, arrivederci a presto”

Foto: la ragazza nello stagno, 1923 N.m Nesterova