Un saluto a Marco Martufello
20 Maggio 2022Una città è fatta di persone, persone che innervano relazioni, che crescono per generazioni. E il tutto di una comunità è questo moltiplicatore che ci fa essere oltre la somma dei partecipanti.
Si è spento Marco Maturani, Marco Martufello, giovane di una generazione che pareva aver sposato la gioventù destinata a non essere mai vecchia. Sono andato a scuola con il fratello Pino, alle elementari, quindi sta in quei ricordi in cui quelli un poco più grandi di te ti paiono fighi, modelli. Lui era sempre sicuro di se ma certo avrà avuto tante incertezze come tutti. Lo ricordo da Fargiani all’osteria che sapeva non essere indifferente, sosteneva nei discorsi tesi anche ardite e la sicurezza lo rendeva più credibile.
Era una generazione, la sua, noi venimmo a seguito che assaporava il gusto della felicità possibile in questa terra e superava l’idea del sacrificio, della tribolazione. Spirava il vento della felicità, il vento della scoperta senza pregiudizi, un mondo che era stato chiuso in se stesso per tanto ed ora si apriva, come la vista verso il piano di casa sua, sulla strada che scendeva al piano.
Una generazione libertaria in un mondo dove anche i gatti seguivano sentieri tracciati e diritti, dove tra due punti la linea più breve è la retta quando invece c’era un politicamente scorretto arabesco.
Mi sento vicino a Pino, alla sua famiglia. Marco Martufello era dentro una possibilità di eresia, buon viaggio e scusate le mie parole.


