In morte di De Mita e quella coincidenza con Berlinguer di Raffaella Benvenuti
27 Maggio 2022Di Raffaella Benvenuti

Riflettevo oggi su due date ravvicinate. Ieri, 25 maggio, ci sono state le celebrazioni per commemorare i cento anni dalla nascita di Enrico Berlinguer, capo storico e indiscusso di una sinistra colta, preparata, molto difficile da ritrovare. Oggi, 26 maggio, si è spento Ciriaco De Mita, mente lucida e raffinata di un partito democratico cristiano , capo indiscusso di una stagione di rinnovamento politico a cavallo tra gli anni 80 e 90. Forse un segnale. È come se la prima Repubblica richiamasse a se, ad uno ad uno, i suoi figli. Seppur criticabili sotto alcuni aspetti , gli esponenti che caratterizzarono quegli anni ( e tanti ve ne furono in tutti i partiti, nessuno escluso) avevano la capacità di parlare il linguaggio della gente, c’ era un filo diretto tra loro e la società. Nei dibattiti politici c’ era stile, rispetto per le posizioni dell’ avversario di cui se ne riconosceva il valore, c’erano i programmi ma soprattutto c’era il senso di responsabilità della scelta, giusta o sbagliata che fosse.C’era una politica che decideva senza bisogno di chiamare i tecnici per farsi sostituire, che non doveva pietire un Presidente uscente per convincerlo a restare al Quirinale solo perché priva di alternative. C’ era una politica dei giovani, quella che credeva nelle scuole di partito quali vivai essenziali per assicurare il necessario ricambio generazionale. La Prima Repubblica sta richiamando a se, un poco alla volta, tutti i suoi figli lasciando a noi il rimpianto di un passato difficile da sostituire con un presente che purtroppo, tutti noi , abbiamo contribuito a far sopravvivere.


