Sezze/ Il giallo della statua di San Vincenzo, l’assassino è il “nulla”
8 Giugno 2022Ho scritto ieri della scomparsa, segnalata da Franco Vitelli, della statua di San Vincenzo Ferrer da Santa Paresceve a Sezze. Si è aperto un piccolo giallo: ma che fine ha fatto la statua? Dove è andato a finire il santo?
Una statua non può certo finire nel nulla, la devozione sì. La devozione si può dimenticare e dimenticando questa memoria collettiva a lungo andare si dimentica anche il collettivo la comunità. Ma questo è un altro problema.
Torniamo al giallo. La statua di San Vincenzo faceva parte di un “lotto” di tre statue in cartapesta che arrivarono a Sezze all’inizio del ‘900: la madonna del Carmelo del 1916 che sta a San Lorenzo, la Immacolata Concezione del 1909 per Sant’Angelo (ora conservata nella sacrestia di San Pietro). Tre lavori di Raffaele Carretta, un artista leccese (1871-1950). Lui nacque a Lecce il 18 febbraio 1871 e fu allievo apprendista dapprima di Antonio Maccagnani e successivamente divenne discepolo e poi capo giovane di bottega di Giuseppe Manzo. Raggiunge i migliori risultati nei lavori ad altorilievo e bassorilievo per altari, accostando scenografia, pittura e scultura. Morì a Lecce il 17 giugno 1950. Tra i suoi allievi si ricordano Emilio Bruno e Giovanni Colella.
E in questa storia c’è la risposta al giallo, San Vincenzo era una statua di cartapesta e a “rapirlo” sono stati l’umidita, i piccioni e la dimenticanza setina. Si è dissolto, si è sciolto, è morto del suo pianto per la dimenticanza, come ne “La Storia infinita”. Si il film dell’84 di diretto da Wolfgang Petersen che parla del regno di Fantàsia, che è minacciato dal Nulla, un’oscura entità che ne sta distruggendo le terre. Sta per cancellare il mondo e forse si inizia da una statua. San Vincenzo è morto di dolore.
Pubblico un pezzo in dialetto di Cesare Castaldi che mi ha aiutato nella ricostruzione del giallo della scomparsa della statua di San Vincenzo Ferrer e che parla di questa collettiva “dimenticanza”, questa piccola amnesia di una chiesa che diventa il “Nulla” del film.
Curete striglia zia Giggia la pizzuta , ma pampanegli addusta , i parucchiagni n’si l’hao accorto ca Santa pariscena si sta a spalla. I titto s’ha sfunnato le finestre nci stai più, S Vincenzo s’ha cunciato la campana nun sona più. Curete, sfasciate i purtono, aricacciate S Vincenzo mittetio n cima a na barella e mpustatio a Porta Pascibella. Ma i vescovo addo sta, i cummuno che sta a fa, i preti di Sezze si volo da da fa!!! Gesù Cristo è di misericordia e la vendette num la vo, ma che si ricordino tutti quanti ca i sabito fa trucchi i cunchi
Raffaele Carretta



