90 anni di Latina, i carabinieri la suonano italiana e libera. Una rivoluzione

90 anni di Latina, i carabinieri la suonano italiana e libera. Una rivoluzione

29 Giugno 2022 0 Di Lidano Grassucci

Ed arrivarono quattro gendarmi
Con i pennacchi, con i pennacchi
Ed arrivarono quattro gendarmi
Con i pennacchi e con le armi

Fabrizio De André, Bocca di Rosa

Il 30 giugno in Piazza del popolo per i 90 anni della città di Latina si esibirà la banda dei carabinieri. L’iniziativa è di Unindustria.

La banda dei carabinieri a Latina per il compleanno, dietro questa scelta mille storie, mille simboli.

I carabinieri dal 1814 dalle Regie Patenti di Vittorio Emanuele I sono usi andare pe le vie del regno due a due contro i malfattori. Loro sono fedeli ma non alle parti, al tutto; al Re quando c’era alla Repubblica che c’è ancora. e da quel 13 luglio del 14 ad oggi senza saltare un giorno, mai uno.

Sono lo Stato, non le sue parti, e anche quando perfino il Re era fuggito loro tennero aperte le stazioni perché la città, il cittadino, poteva aver bisogno di loro. E ogni cittadino davanti al pericolo pensa a chiamare loro in automatico. Certo hanno nel corso di 200 anni fatto anche cose dure, ma la vita non è mai liscia come il mare calmo ma è tormento come ogni tempesta.

La festa della città è sempre stata di parte, mai ha avvolto. Era il senso esclusivo di qualcuno che forse si sentiva tutto, ma non era di tutti.

Eccoli i carabinieri con i pennacchi, con i fiati, gli ottoni con quella divisa nera che è cosa seria la libertà nella legge. Eccoli, suonano, non le parti ma il comune. Suonano quell’antico orgoglio che fa nascondere i bambini dietro i pantaloni di papà per paura di essere evidente il Pinocchio che è in loro e il pericolo di “conseguente” arresto, fa sentire difesi gli indifesi e fuggire i cattivi di ogni età.

Nelle loro stazioni fermi senza ordine alcuno di una “Patria uccisa da un resa”, ma coscienti che da questo loro  orgoglio si sarebbe ricominciato. Eguali davanti alla prepotenza dell’invasore al bisogno del diseredato.

Il 30 giugno a Latina suonano i carabinieri, suoni di tutti perché qui nessuno è mai nato da niente ma tutti da una antica storia e iniziano da quelle parole di un ragazzo di 20 anni, Goffredo Mameli, di Genova che moriva per la repubblica romana e ci dice “fratelli”, che significa essere diversi ma nello stesso sangue.

E  i carabinieri sono venuti benvolentieri a suonare la Latina italiana e non è cosa da poco