Difesa non richiesta di Parisella a Zaccheo o nodo alla gola sulla Destra

Difesa non richiesta di Parisella a Zaccheo o nodo alla gola sulla Destra

12 Luglio 2022 1 Di Fatto a Latina

Ricevo una nota di Ferdinando Parisella mi lega a lui la passione per la politica, ma non la politica. Ma amo l’intelligenza e debbo riconoscerla pure ai cameragni. Quindi lo pubblico come da socialista Giampiero Mughini mise la firma a Lotta Continua non condividendo quasi nulla di quel giornale. Buona lettura in questa terra di differenze tante e di passioni poche.

 

Ferdinando Parisella

 

Vincenzo Zaccheo è innocente. E se li dico io, vi dovete fidare. Siamo cresciuti insieme. Ne abbiamo fatte di tutti i colori. Da giovanissimi un turbinio di “cose”, tra la politica e il privato. Che per noi questo distinguo non è mai esistito. Anni settanta di fuoco. Lo abbiamo ricordato qualche settimana fa al 50* anniversari della nascita del Fronte della Gioventù. Ci siamo formati, meglio forgiati in quell’epoca, senza mai rinunciare al divertimento, con episodi dannunziani compresi. Tipo il set al Bartolani del film con la Vitti e Sordi. Quella notte insieme ad un nostro amico, Pierluigi Renzelli di Terracina, che da tempo è andato oltre. Zaccheo è innocente. Sempre insieme, anche quando lo presentai a Pino Rauti. E lì cominciò per lui una nuova vita politica. È colpa mia anche questa sua scelta. E succedeva perché già da anni frequentavo e mi formavo, sulle letture infinite della Libreria Europa di via degli Scipioni. Da dove tutto partì nei primi anni settanta. Rauti amico di famiglia. Anche se mio Padre era gentiliano e lui evoliano. Indimenticabili confronti estivi a casa mia. Lì dove nacque l’idea dei Campi Hobbit, lì la sede del quindicinale Linea e altre innumerevoli riviste, lì dove una gioventù aperta agli altri, teorizzava l’incontro generazionale fino allo sfondamento a sinistra. Lì dove facendo su e giù con Latina, portavo le bozze di manifesti, copertine di libri, create da Nando Cappelletti e Maurizio Guercio. Lì dove diciottenne conobbi Marco Tarchi. Che poi portai a Latina nel 74 la prima volta. Fermenti incredibili di quegli anni. Circolo Culturale Adriano Romualdi e Satrico, su tutti. Comprese le innaturali uccisioni di nostri coetanei. Poi arriva il 1993, con Zaccheo segretario provinciale del Movimento Sociale e il sottoscritto vice. Prima elezione diretta e Ajmone Finestra diventa Sindaco. La speranza, la felicità esplode. Tutto cambia. Poi il ‘94, lui deputato. Io no, perché rifiuto la casacca di Forza Italia e benedico Vincenzo Bianchi e la Burani. O almeno tutto sembrava cambiare. Ma, scusate, con questa storia che c’entrano Nicola Calandrini, Enrico Tiero, il mio amico Gianluca Di Cocco e tutta la Forza Italia entrata nel 2019 nella “mia” federazione? Che ne sanno loro della nostra destra sociale, hanno mai letto o sentito parlare di Alain De Benoist? Oltre che di Tarchi? E Pareto, Mosca e Michels? Ma anche loro sono innocenti. Sono e rimangono di Forza Italia. Calandrini mi pare arriva da Redi, figuriamoci. E sono innocenti. Hanno fatto bene il loro compito. Hanno trattato quell’ingresso di tre anni fa. “Ti porto il mio gruppo, tu mi dai ruolo e mi fai vice coordinatore regionale del Lazio”. Un po’ come oggi Zicchieri ha trattato il suo passaggio dalla Lega a Di Maio. ‘Ncesecrede…così è la politica, meglio partitica italiana. Ma allora i colpevoli dove sono? È storia vecchia, che pochi analisti hanno mai compreso. Latina, quasi 140mila abitanti, seconda città del Lazio, a declino industriale dal 1991, quando si chiuse la legge 64 sugli interventi nel Mezzogiorno, ne so qualcosa, è rimasta fuori da tutto. Nonostante la filiera di governo dal Comune, alla Regione con Storace e Cirilli, fino a Berlusconi presidente del consiglio. Fuori da tutto. Pontina, Cisterna Valmontone, Latina Frosinone e la fuga(guidata) delle grandi imprese internazionali. Dicevo i colpevoli. Sono i “romani”, di destra e di sinistra. I secondi solo perché l’elettorato è sostanzialmente di destra, da quando è finita la Democrazia Cristiana, quindi vanno massacrati. Il vero tema sono i “destri romani”. L’hanno sempre sfruttata e buttata nel cesso. Sapete tutti ormai di come sono andate le vicende prima dell’arrivo di Coletta. Ma si guarda sempre con il dito la luna, mai dentro casa…loro, i “destri romani”, arrivano qui, si portano dentro quella federazione con la fiamma tricolore, anche se l’hanno amputata, stappano lo spumante da 2€ per festeggiare l’ingresso in pompa magna della parte di Forza Italia contraria allo strapotere di Claudio Fazzone. Certo i “destri romani der Colle Oppio” mai avrebbero permesso a nessuno, figurarsi a Zaccheo e al sottoscritto, di portare questo tipo di dote nella loro sezione storica. Sì la prima sezione MSI di Roma, che si sono fatti soffiare da una Raggi qualunque per affitti ridicoli pare non onorati. Eppure qui è stato possibile. Perché da sempre hanno scorrazzato in palude. Ma su questo aspetto, Zaccheo e Parisella sono colpevoli.

Torniamo ad oggi. Due righe sul futuro. Voglio bene a Vincenzo, anche se da sempre politicamente distanti, ha lottato come un leone, un altro che non molla mai. Ma ora DEVE farlo per il suo bene. Alla nostra età, bisogna fare bilanci, dare contributi di idee, affiancare gli altri più giovani, mettersi a lato, non da parte. A lato.
La città è davvero all’abbandono totale. Senza guida vera da decenni. Senza prospettive di cui invece è piena. I “destri romani” manco la conoscono e considerano. Passano veloci sulla pontina e vanno “ar Circeo”. Mica dicono a San Felice Circeo.
Dice, ma gli altri? ma Durigon? Più o meno lo stesso tema. Che ne sa di noi? È potente. Ha resistito a ogni bordata. I nordisti non lo possono vedere. Eppure non molla dopo non averne azzeccata una che è una in tutta la Regione. Anche qui gli elettori si sono illusi, mentre i “destri romani”, sulle sue vicende hanno goduto.
Ma, ripeto, quelli di Forza Italia in Fratelli d’Italia, che ci azzeccano? Ora vado, giovedì mi aspettano davanti al Ministero Economia e Finanza per contestare il Governo Draghi. Sì perché mentre questi giocano, le piccole imprese affogano e i mister ventimila mese cosa vuoi che gli freghi di noi e dell’invasione delle piattaforme digitali? Oppure del cambio delle abitudini degli italiani? Oppure dell’attacco alla cultura del cibo?
Questi sono neoatlantisti e sordi a tutto.
P.S.: rileggetevi quanto scrissi nel 2019, prima delle europee.