Ciao Teo, ciao amico mio

Ciao Teo, ciao amico mio

19 Luglio 2022 1 Di Emilio Andreoli

Quando un amico va via, va via anche una parte di te. Si chiamava Teo Tramet, era mio amico, di quelli storici, dai tempi della piazza, del giro di Peppe. Lo avevo conosciuto al bar Di Russo. Io appena diciottenne e lui dieci anni più grande. Da ragazzo frequentavo persone più grandi di me, perché amavo ascoltare le loro storie. Lui aveva una bellissima Honda 750 rossa. Abitava alle Gescal: “Oh attento che quello è un gescalino” mi dicevano, ma a me non fregava nulla dove abitasse, avevo altri parametri per decidere di frequentare o meno una persona.

Teo a quei tempi faceva il camionista e girava tutta Europa con il suo Tir, e di storie ne aveva tante da raccontare. Per un periodo aveva vissuto all’estero, anche in Inghilterra. I settanta e gli ottanta erano stati anni d’oro per lui e per tutti i camionisti. Poi nacquero le grosse cooperative e molti si trovarono in difficoltà, e anche lui fu costretto a vendere il suo camion. Fortuna che con la sua esperienza riuscì a trovare lavoro, negli uffici, di una grossa ditta di trasporti di Cisterna.

Siamo stati molto tempo senza frequentarci, ma l’amicizia era rimasta intatta, perché l’amicizia vera è così. Poi dieci anni fa ci siamo riavvicinati. Spesso allo stadio insieme e tante serate passate in allegria con altri amici. Ogni sera, dopo il suo lavoro, passava al negozio per un saluto. Ormai era di famiglia, molto legato a mia mamma e a mio figlio, che aveva soprannominato affettuosamente Garibaldi. Teo da due anni era in pensione, andava spesso a cavallo e dedicava molto tempo alla sua giovane figlia, Giulia.

Ieri sera aveva cenato con gli amici e poi era tornato a casa perché sentiva che qualcosa non andava. Era il cuore che non andava più. C’eravamo visti giovedì scorso alla festa della mietitura, e mentre presentavo il libro mio figlio Emanuele era nel gazebo ad aspettarmi. Quando sono tornato l’ho trovato mentre addentava un gigantesco panino al prosciutto:

E questo chi te lo ha dato?

Me lo ha portato Teo

Se torna regalagli un libro”.

Così Garibaldi gli ha dato il mio libro. Quando poi Teo, a fine serata, prima di andare via è passato a ringraziarmi: “Emì, fatti sentire” Come se avesse un presentimento. Questo è il mio ultimo ricordo in vita di Teo. Una persona gentile che porterò sempre nel cuore.

Ciao amico mio, avevamo ancora molte cose da dirci…

Un abbraccio alla figlia Giulia, che cinque anni fa ha perduto pure la mamma.