Latina al rivoto: la pillola blu o la pillola rossa?

Latina al rivoto: la pillola blu o la pillola rossa?

30 Luglio 2022 2 Di Davide FacilePenna

Dopo che il Consiglio di Stato ha confermato la decisone del Tar Lazio con cui era stato deciso l’annullamento, in 22 sezioni, del voto ammnistrativo di ottobre 2021, a Latina si dovrà, a breve, rivotare.
Il mio amico Pietro per commentare le conseguenze della decisione, ha citato la scena inziale di un famoso film un po’; datato “Matrix”.
E’ la scena in cui il protagonista Neo (Keanu Reeves) incontra per la prima volta il misterioso Morpheus, che lo pone di fronte all’alternativa tra la pillola rossa e la pillola blu.
Con la pillola blu Neo può continuare a vivere la propria vita fatta di illusioni, con la pillola rossa invece aprirà gli occhi sulla realtà della sua esistenza (“vedrai quanto è profonda la tana del BianConiglio”).
La decisione del Consiglio di Stato può essere per i pontini come un intero flacone di pillole rosse, che dissipano la nebbia illusoria in cui ci si continua a crogiolare.
Se la pillola rossa fosse finalmente ingoiata, meglio con abbondante birra gelata, qualcuno si renderebbe, finalmente, conto della realtà in cui vive e constaterebbe qualche dato di fatto, che ancora ci si ostina a negare.
Primo: Lo scrutinio del voto del 4 ottobre 2021 è stato certificato, da ben due gradi di giudizio, come non valido.
Non per brogli (non dimostrati, almeno ad ora) ma, sicuramente, perché è risultato pieno zeppo di irregolarità e, totalmente, confusionario. In merito trovo sbagliato gettare, la croce sui singoli Presidenti di Seggio. Aspettiamo che si capisca bene, se ci riuscirà, il motivo del “patatrac”. Anche perché c’è pure una struttura che organizza e dà diposizioni ai Presidenti di Seggio. Stessa struttura che li nomina, scegliendo i criteri per farlo.
Secondo: Il Coletta Bis è finito.
Il Coletta della remuntada tra primo turno e ballottaggio. Il Coletta dell’alleanza Civici-Centrosinistra-Forza Italia. Al mini ri-voto di settembre potrebbe capitare l’ipotesi che, fino a pochi mesi fa, sembrava quasi impossibile, ovvero che il candidato della Destra Zaccheo riesca ad arrivare a 50% dei voti più uno e vesta la fascia tricolore. Potrebbe, però, capitare che invece Coletta lo ritrascini al ballottaggio e vinca di nuovo il Cardiologo.
In questo caso, però, o Coletta riesce pure nell’impresa di avere una sua maggioranza o, se sarà di nuovo “anatra zoppa”, il centro-destra lo sfiducerà, come ha detto l’uomo politico più forte della Provincia, il Senatore Fazzone di
Forza Italia. Fazzone aveva fatto nascere il Coletta Bis, Fazzone lo affosserà nel caso si dovesse riproporre lo schema.
Quello dell’anatra zoppa” era solo un matrimonio di interesse e le imminenti elezioni nazionali e, forse, regionali hanno fatto venir meno l’interesse del fondano che di nuovo massimizza il suo profitto politico (win-win dicono a Londra) alla faccia degli altri.
Terzo: Latina è una città caratterizzata da una terribile disorganizzazione ed approssimazione che permea tutti i settori, pubblici e privati. Quello che è successo nei seggi ricalca fatti avvenuti solo in realtà del profondo Sud-Italia, gravati da problemi enormi. Geograficamente siamo al Centro, ma economicamente e politicamente siamo più vicini alle zone più depresse d’Italia. Non solo per la storia del voto incasinato. Basti ricordare come, ancora, non si sia riusciti a completare il sistema della “raccolta differenziata porta a porta” o i tempi biblici necessari per rinnovare
una carta d’identità.
Quarto: La città è priva di una classe dirigente adeguata alla seconda provincia del Lazio. La politica ne è solo una delle espressioni. Nel 2016 venne eletto un Sindaco civico, appunto, Coletta che, circondato da professionisti e giovani, prometteva di rivoluzionare la Città. Ciò non è avvenuto in sei anni e, infatti, gli elettori non lo hanno riconfermato al Primo Turno, come avviene, spesso, coi Sindaci in carica. Quello del 4 ottobre è stato un giudizio, sostanzialmente, negativo su Coletta, mentre la sua vittoria al ballottaggio è catalogabile, solo, come un rifiuto dell’altro, Vincenzo Zaccheo.
Zaccheo, uno che potrebbe a settembre ritrovarsi Sindaco, dopo che lo scorso anno fu rifiutato, pesantemente, al ballottaggio dalla maggioranza degli elettori. Un signore di 75 anni che torna in pista dopo aver concluso una lunga carriera nel 2010. Allora fu sfiduciato dal Consiglio Comunale e, secondo molti latinesi, porta il peso (giusto o sbagliato che sia) di diversi fallimenti amministrativi.
Uno che se vince avrà in maggioranza gente che, apertamente, ha fatto capire, in questi mesi, di non consideralo adeguato al ruolo.
Allora che dici Neo, pillola rossa o pillola blu?