E’ scomparso Amodio Di Marzo, il ricordo di Riccardo Pedrizzi

E’ scomparso Amodio Di Marzo, il ricordo di Riccardo Pedrizzi

13 Agosto 2022 0 Di Fatto a Latina

Si è spento Amodio Di Marzo, ultimo presidente di centrosinistra della Provincia di Latina prima della riforma di questa istituzione. Era medico e ha lavorato per anni all’ospedale di Cori. Una persona garbata, a modo, uno di quelli che non si arrabbiava mai perchè non doveva dimostrare nulla.  Sono venuto a conoscenza della sua scomparsa da una lettera che mi ha inviato Riccardo Pedrizzi che pubblico. Riccardo e Amodio furono avversari politici in una campagna elettorale, in questa nota si legge di uno stile diverso. Ora è tempo di “fregature” per gli amici, allora era tempo di rispetto per l’altro. Saluto Amodio con il cuore di chi nella vita per un poco si è incontrato e stimato, il ricordo che lasciamo è quello che siamo stati. Ciao Amodio. (Lidano Grassucci)

IL RICORDO DI RICCARDO PEDRIZZI

Caro Direttore,

apprendo con dispiacere della scomparsa di Amodio Di Marzo, stimato medico chirurgo, conosciuto non solo a Cori, dove svolgeva ultimamente il suo servizio, e voglio offrirle un mio ricordo personale, che spero faccia piacere alla sua famiglia, alla quale esprimo le mie condoglianze, e che dimostra come un tempo, non troppo lontano, la politica era praticata con onore e correttezza da persone come Amodio Di Marzo, che sapevano affrontare anche competizioni elettorali importanti con spirito che potrei definire “cavalleresco”. 

Di Marzo, dopo molte insistenze del suo schieramento, si candidò al Senato della Repubblica per l’Ulivo, sfidando il sottoscritto, che rappresentava il Polo delle Libertà. Appena fu formalizzata la sua candidatura, mi chiese d’incontrarmi e mi fece visita a casa mia. Nel corso del cordiale colloquio mi esterno’ tutte le sue perplessità ed il disagio nel dover competere contro di me. Mi confermo‘ che in ogni caso la sua sarebbe stata una campagna elettorale all’insegna della correttezza e del rispetto reciproco.

Apprezzai molto il suo gesto, che mi apparve subito come quello di un cavaliere d’altri tempi e gli confermai tutta la mia stima e la mia amicizia, consigliandogli anche, nel suo interesse, a non sprecare tante risorse economiche per la sua campagna elettorale in quanto tutte le previsioni mi davano ampiamente in vantaggio, così come lo confermarono i successivi risultati. Da allora, caro Direttore, mi è rimasto nella mente e nel cuore il ricordo di quel galantuomo d’altri tempi, che si accingeva a partecipare alle elezioni come ad un torneo “cavalleresco” di memoria medioevale e che il suo esempio dimostra alle giovani generazioni che la politica può essere alta e nobile e non sempre e tutta fatta per interessi personali e di parte. Grazie per la consueta ospitalità e cordiali saluti.

Riccardo Pedrizzi