Il Pd e la questione socialdemocratica
5 Ottobre 2022Uno spettro si aggira per l’Europa – lo spettro della socialdemocrazia.
Tutte le potenze della vecchia Europa…
si sono alleati in una santa caccia spietata contro questo spettro
Karl Marx – Friedrich Engels (1848) (un poco rivisto)
Mi permetto di intervenire nel dibattito politico del Partito Democratico dopo le elezioni del 25 settembre, ho seguito (in parte) la direzione provinciale del partito a Latina.
Vivo dentro un paese, l’Italia, ed una realtà che ha, tutta, una crisi di identità. L’elettorato muta rapidamente, cerca un riferimento che diventa come “indovinare” i numeri al Lotto. L’ha fatto con Berlusconi, con Salvini, con Renzi, con Grillo, ora con la Meloni.
Preciso che chi si è formato nella cultura marxista bada poco alla forma, la sovrastruttura, ma va alla struttura delle cose, i moti elettorali di superficie fanno anche onde grandi, ma mutano poco sotto. E sotto c’è il paese dei bisogni, non delle tv, non di Tic Tok, non su La Repubblica, bisogni che i miei collegi commentatori non spiegano non essendo mai arrivati manco alla fermata delle metro B a Colosseo, parlando con competenza di cose che non conoscono.
Durante la discussione in direzione provinciale Sandro Bartolomeo ha posto il tema della socialdemocrazia. Il tema lo ha posto lui che viene dal Pci, Ha posto il nodo del ritorno della sinistra italiana nell’alveo della sinistra europea.
Il partito democratico nasce come fusione a freddo di ex comunisti e di ex cattolici, che pensavano di dar vita ad una nuova chiesa in “negazione” dell’eresia socialdemocratica, contro una destra considerata non avversaria ma “immorale”, salvo poi governarci insieme in nome di una delle tante emergenze che emergono.
La socialdemocrazia èUn mostro senza testaLa socialdemocrazia èUn gallo senza crestaMa che nebbia, ma che confusioneChe vento di tempestaLa socialdemocrazia èQuel nano che ti arresta
Claudio Lolli, La socialdemocrazia
La canzone di Claudio Lolli “spiega” il nodo, meglio i preti dei socialisti . La socialdemocrazia era il nemico di preti e comunisti. L’era della Dc e del Pci è finita, emerge una destra forte, ma l’unione tra la tradizione cattolica e quella comunista resta.
Nasce “altro”, ma un altro che si trova a non avere conforto nella società europea dove o sei socialista o sei conservatore. Dove o stai con il mercato e poco Stato o stati con la distribuzione della ricchezza in un ruolo centrale dello Stato.
Norberto Bobbio diceva che stai a sinistra se sei con il popolo a destra se stai con il Principe, ma per stare con i primi non devi essere realista, responsabile, ma rivoluzionario. Non devi dare le compatibilità di bilancio, ma sbilanciare l’ordine dato verso gli ultimi. La socialdemocrazia, direte, arretra in Europa. Può essere ma risorge in Francia i socialisti erano considerati finiti poi è arrivato un tipetto che si chiamava Mitterrand e ha cambiato la Francia, ha scardinato ordini e caste, Macron neanche ci pensa anzi “ripristina”
In Spagna i socialisti governano e mi fermo qui. Certo un movimento che ha attraversato tre secoli deve cercare risposte nuove ma nei valori che ha.
“[Una] Repubblica conciliare [composta da cattolici e comunisti] non è basata su solide realtà. E troppi elementi la frenano: un Partito socialista che abbia la consapevolezza del suo ruolo e della sua autonomia, le forze laiche rappresentate da partiti quale il Partito repubblicano, la presenza in Italia di un mondo culturale impegnato nella difesa della libertà… Ovvio che alla Democrazia cristiana e al Partito comunista una simile prospettiva appare seducente: il bipartitismo, in fondo, è il loro sogno politico.” E’ il testo di una intervista dell’aprile del 1971 di Oriana Fallaci a Pietro Nenni. Dentro queste parole, poi la storia ha fatto anche altri corsi ci trovo i nodo della “questione Pd”, questo incontro che nel ’71 era dialettico ai tempi nostri diventa il partito a vocazione maggioritaria di Walter Veltroni.
Nenni parla dell’ unione dei “preti neri” coi “preti rossi”: Sarebbe il matrimonio di due integralismi concordi su un punto: toglier di mezzo tutte le forze che si richiamano ai princìpi di democrazia e di libertà.
Chiude il leader socialista: Con la Repubblica conciliare assisteremmo alla spartizione dei poteri tra due chiese: a una chiesa, l’egemonia dello Stato; all’altra chiesa, l’egemonia dell’opposizione. Allo stesso tempo vedremmo sparire ed eventualmente sopprimere ogni forza intermedia e capace di porre un freno. In sostanza, sparirebbe il Partito socialista e sparirebbe il blocco delle forze laiche. Sparirebbero anche vasti settori di ispirazione cristiana che hanno dato un largo contributo alla rinascita laica e democratica dell’Italia”.
Ora mettete questo ragionamento non dentro una dialettica dentro la democrazia, ma dentro un partito unico e le considerazioni di Nenni restano.
Nel Pd le questioni sociali sono sparite e le questioni civili sono divenuta come i comandamenti sul monte Sinai. Il partito si è gerarchizzato dentro le gerarchie delle culture di origine.
Si pone il problema socialdemocratico, per riportare la sinistra italiana nel confronto della sinistra europea e non in forme di autoreferenzialità o richiamo alla democrazia americana dove non c’è mai stato il “conflitto di classe” e quindi non c’è lo stato sociale che è la cifra del socialismo europeo e determina la migliore qualità della vita in assoluto in questo pianeta.
Quel mostro senza testa ha cambiato la vita vissuta, le chiese in nome della responsabilità costruiscono sacrifici e non speranze.
Un fantasma si aggira per l’Europa, è il fantasma socialista democratico. O entriamo in questo mondo o siamo fuori dal mondo.
Socialismo o barbarie, scriveva Rosa Luxemburg. Resta il tema e per l’umanità il bivio.
La Spd, la socialdemocrazia tedesca, adegua il suo pensiero al tempo che viviamo, ha tolto dal suo statuto il monopolio del pensiero marxista, ma custodisce la tomba di Karl Marx. Passa anni nel deserto della Merkel, nel suo rigore finanziario che trasforma il pareggio di bilancio nel paradiso terrestre, che si occupa dei conti dei greci e non dell’umanità greca. Inumane soluzioni per una “virtù” che i primi a non possedere sono i tedeschi.
Guerre combattute, guerre economiche, epidemie, disastri naturali hanno dimostrato che il liberismo, i pareggi di bilancio, su cui anche il Pd si è arreso, non rispondono mai al bisogno degli ultimi.
Vittorio Valletta che ricostruì la Fiat dopo la guerra si vergognava di prendere uno stipendio che era 33 volte superiore a quello del suo operaio, Marchione prendeva oltre 4000 volte lo stipendio del suo operaio. Esiste un tema socialista ed esisterà fino a quando la società sarà diseguale e non nei talenti ma nelle rendite.
E’ socialista quella società che riesce a dare a ciascun individuo la massima possibilità di decidere la propria esistenza e costruire la propria vita
Riccardo Lombardi


