Un barone e un re, l’amore è una signora capace di amare tutti in parità

Un barone e un re, l’amore è una signora capace di amare tutti in parità

4 Dicembre 2022 0 Di Lidano Grassucci

Ecco quindi la mia conclusione: la rassegnazione non ha nulla da invidiare all’eroismo.

Pier Paolo Pasolini

 

Ascolto una canzone di Francesco Guccini, non sua, una canzone da intorto. Un canto popolare piemontese dove un eroe incontra un re, dove un re ed un eroe incontrano la morte nel male di era eroe e sarà ricordo e anche il re sarà niente. Una storia di Pasolini direi con quella sua “nostalgia” per gli uomini della terra, per chi parla friulano ed è così lontano di chi non conosce che una lingua fatta di televisione, consumi e niente. Uomini e donne uguali che si pensano infiniti, che si fanno identici in vita non conoscendo l’eguaglianza della morte

O sa ie pa ne or ne argiant
Che mai la mort l abia par scusa
Ie pa ne Prinsi ne General
Che mai la mort l abia risguard

(trad it:  Oh, non c’è né oro né argento che mai la morte abbia per scusa, non c’è né re né generale a cui la morte porti rispetto)

La canzone piemontese si intitola Barun Litrun, uno tosto che aveva vinto i francesi in battaglia, per il re di Torino. Uno che valeva oro, che aveva coraggio da vendere e ora sente la fine e finemente si trova nudo davanti al passo ma due ricordi vuol tramandare che il suo riposo sia in valle di Lucerna, dove c’è pace per lui che è uomo di guerra, è l’esser barbet (valdese) non accentando l’invito del re a farsi cattolico-romano.

Pasolini la diceva forse diverso ma non differente l’uomo è le sue radici in questa corsa di falsità, ma alla fine è la sua fede e il suo essere uguali usciti di scena.

E senti come in quei lontani

 esseri che, in vita, gridano, ridono,

 in quei loro veicoli, in quei grami

caseggiati dove si consuma l’infido

 ed espansivo dono dell’esistenza 

quella vita non è che un brivido;

 corporea, collettiva presenza;

senti il mancare di ogni religione

vera; non vita, ma sopravvivenza

 forse più lieta della vita – come

 d’un popolo di animali, nel cui arcano 

orgasmo non ci sia altra passione

che per l’operare quotidiano: 

umile fervore cui dà un senso di festa  l’umile corruzione.

 Pier Paolo Pasolini, libro Le ceneri di Gramsci

Quando sei davanti al re che viene a darti doni e incenso, tu resti assente da questa gara deficiente ad avere mille e mille cose strane, collezionisti di inutilità e dici che questo non avrà riguardo neanche per la corona, per le cattedrali ardite, ma saremo solo montanari di paura che salendo dalla cima vedono tutto il piano sperando in un creatore di questo creato per avere ancora anima.

Baron litron a l’è spira’, pioré baron, pioré voi daime,
Soné le ciòche, sparé i canon, ch’ a l’è spirà Baron Litron!